SCUOLA: NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEL CONFLITTO SOCIALE

Salerno -

La Città - 7 febbraio 2010

 

In occasione della visita di Marcegaglia

Precari indagati per la proteste davanti al "Verdi"

Denunciati dalla Questura di Salerno per aver manifestato in maniera "scorretta e disdicevole" e per aver "turbato" l'ordine pubblico in occasione deU'annunciato arrivo in città del ministro Giulio Tremonti e di Emma Marcegaglia, presidente Confìndustria, lo scorso 10 ottobre. Questo quanto avvenuto a tre docenti precari e a un sindacalista della Confederazione Cobas attualmente sotto indagine per aver manifestato, in occasione di un convegno organizzato al Teatro Verdi di Salerno, il loro dissenso verso i tagli attuati dal Governo nel mondo della scuola. «Se la Questura ritiene che bisogna manifestare su un altro pianeta, e con il silenziatore, dimostra di ignorare la drammatica situazione in cui sono precipitata i docenti e gli Ata precari e disoccupati della nostra provincia, sfruttati per anni e adesso cacciati da una scuola che senza di  loro sta affondando». Questo il commento giunto dai sindacati RdB e SdL in seguito alla notizia della denuncia ai danni dei manifestanti. «Alla repressione del diritto costituzionale di libera espressione - continuano i membri della federazione provinciale RdB e SdL - rispondiamo con una grande battaglia politica e culturale. Le istituzioni nel loro totale ambito di responsabilità devono dare risposte alle lotte per il lavoro e non attaccare con viltà i diritti delle persone per contrastare legittime rappresentazioni organizzate di protesta». I precari dicono sono pronti a rilanciare da subito. «Costruiremo lo sciopero generale della scuola del 12 marzo e la grande manifestazione nazionale che lo stesso giorno attraverserà Roma», (f.l.)

 


6 febbraio 2010 - Il Mattino

Salerno. «Non ci toglieranno anche il diritto di manifestare»...

di Gianluca Sollazzo

Salerno - «Non ci toglieranno anche il diritto di manifestare». Scelgono questo slogan Comitato insegnanti e Ata precari e i rappresentanti dei Comitati di Base della Scuola di Salerno per manifestare con un comunicato stampa la loro forte disapprovazione in merito alla decisione della Questura di Salerno di inoltrare una denuncia nei confronti di tre docenti precari salernitani e di un sindacalista della Confederazione Cobas. Un provvedimento riconducibile ai fatti avvenuti in occasione del convegno che si è svolto al Teatro Verdi lo scorso 10 ottobre e che prevedeva la partecipazione del ministro Giulio Tremonti (poi saltata) e del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Secondo quanto viene reso noto nella nota dei Cobas inviata alla stampa «contro tre docenti precari e un sindacalista della Confederazione Cobas è stata inoltrata una denuncia e avviata un’indagine per aver manifestato in maniera scorretta e disdicevole e disturbato qualche carnevalata governativa». In quella occasione più di una ventina di docenti manifestarono il loro dissenso con cori e striscioni contro le politiche del governo inerenti il piano tagli al settore dell'istruzione. «A rigor di logica le manifestazioni di protesta servono proprio per richiamare i responsabili dei danni ai loro doveri - continuano i Cobas Scuola - se la Questura di Salerno ritiene che bisogna manifestare su di un altro pianeta e con il silenziatore sta sognando manifestazioni virtuali, ignorando la drammatica situazione in cui sono precipitati i docenti e gli Ata precari e disoccupati della nostra Provincia, sfruttati per anni e adesso cacciati da una scuola che senza di loro sta affondando». Esprimono solidarietà ai precari della scuola i sindacati Rdb ed Sdl pronti a rimarcare il «valore del diritto di manifestare quale regolatore dei rapporti sociali e unica forza contrattuale dei blocchi sociali più deboli e svantaggiati». Si mette in movimento la macchina della mobilitazione dei docenti precari della provincia di Salerno che annunciano per il prossimo 12 marzo lo sciopero generale della scuola a Roma. Intanto si accende la protesta dei docenti precari salernitani legata al ritardo dell'assegnazione della disoccupazione prevista da decreto governativo che approva i contratti di disponibilità. I docenti fanno sapere inoltre che i fondi regionali destinati al sostegno al reddito dei precari non sono stati ancora sbloccati. «Nelle prossime settimane centinaia di insegnanti salernitani resteranno senza un sostegno al reddito per questa ragione intensificheremo la nostra lotta».


Cronache del Mezzogiorno - 6 febbraio 2010

Scuola I sindacati solidali con gli insegnanti respingono anche l'accordo del Governo

Dopo i tagli arrivano nuovi guai per i precari
Alle proteste segue la denuncia della Questura

 

Non c'è pace per i precari della scuola della provincia di Salerno.  All'amarezza per l'accordo con il Ministero per i contratti ora si aggiunge anche una denuncia della Questura di Salemo. Su quest'ultima vicenda sono intervenuto i sindacati RdB e SdL i quali hanno espresso solidarietà ai precari della scuola e al sindacalista dei Cobas che "a Salerno sono oggetto di un vergognoso tentativo di intimidazione messo in atto con una denuncia da parte della Questura.
Alla repressione del diritto costituzionale di libera espressione rispondiamo con una grande battaglia politica e culturale tesa alla difesa delle agibilità democratiche, dei diritti sindacali e per la piena libertà di movimento e di espressione, per fermare sul nascere ogni tentativo di criminalizzazione del conflitto sociale nella provincia di Salerno. Le istituzioni nel loro totale ambito di responsabilità devono dare risposte alle lotte per il lavoro e non attaccare con viltà i diritti delle persone per contrastare legittime rappresentazioni organizzate di protesta. Difenderemo con tutte le nostre forze il diritto di manifestare e il conflitto come regolatore dei rapporti sociali e unica forza contrattualedei blocchi sociali più deboli e svantaggiati".

Intanto lo scorso 4 febbraio una delegazione RdB SdL è intervenuta presso l'assessorato al lavoro guidato da Corrado Gabriele. L'incontro con le parti sociali è stato tenuto per affrontare l'applicazione dell'accordo Regione Campania - Miur (ministero istruzione, università e ricerca) sul decreto che prevede i contratti di disponibilità peri precari della scuola. La delegazione del sindacalismo di base ha confermato tutte le critiche e la sua ferma opposizione ai contratti di disponibilità che l'assessorato, in pieno accordo con il ministro Gelmini, intende offrire tramite progetti regionali, a circa 4.000 precari tra insegnanti e personale ATA. Queste "integrazioni al reddito" si traducono in 500 euro lordi al mese per i cinque che restano quest'anno alla chiusura estiva della scuola pubblica. I progetti riguarderanno l'impegno degli aventi diritto in percorsi complementari alla formazione di base per gli studenti e/o corsi di specializzazione per gli insegnanti. E cosa succederà negli anni a venire? 

RdB - SdL hanno chiesto al governo regionale di rompere raccordo con il ministero visto che: i propagandati 10 milioni di euro che dovevano essere finanziati dal governo nazionale non arriveranno; l'Inps non eroga i sussidi di disoccupazione perché il Ministero gli ha fornito elenchi incompleti e senza istruzioni; tanti precari non sono rientrati nei criteri per avere i contratti di disponibilità e da febbraio saranno senza il sussidio di disoccupazione ordinaria.
Come abbiamo denunciato da settembre, raccordo firmato dalla Regione Campania è una truffa ai danni dei precari, della scuola e di tutti i cittadini. Si tengono parcheggiati i lavoratori nei corsi di formazione (gestiti da chi?)mentre la scuola pubblica non svolge la sua funzione istituzionale e aumentano le scuole private. Basta con la demagogia elettoralistica sulla pelle dei lavoratori! Come avviene in altri settori, la Regione può finanziare contratti nazionali statali e non un elemosina una tantum. Lo stanziamento regionale può essere usato per finanziare il lavoro vero e stabile, rilanciando la funzione della scuola pubblica.
A differenza di tutte le altre organizzazioni sindacali presenti, RdB SdL non intendere sottoscrivere nessuna intesa che abbia come merito i criteri di attribuzione/selezione di questi contratti di disponibilità che già dalle norme previste dal cosiddetto decreto salvaprecari rende discriminatorio ogni tipo di soluzione".

 


Salerno, 5 febbraio 2010

COMUNICATO

NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEL CONFLITTO SOCIALE

I sindacati RdB e SdL esprimono solidarietà ai precari della scuola e al sindacalista dei Cobas che a Salerno sono oggetto di un vergognoso tentativo di intimidazione messo in atto con una denuncia da parte della Questura. Alla repressione del diritto costituzionale di libera espressione rispondiamo con una grande battaglia politica e culturale tesa alla difesa delle agibilità democratiche, dei diritti sindacali e per la piena libertà di movimento e di espressione, per fermare sul nascere ogni tentativo di criminalizzazione del conflitto sociale nella provincia di Salerno. Le istituzioni nel loro totale ambito di responsabilità devono dare risposte alle lotte  per il lavoro e non attaccare con viltà i diritti delle persone per contrastare legittime rappresentazioni organizzate di protesta. Difenderemo con tutte le nostre forze il diritto di manifestare e il conflitto come regolatore dei rapporti sociali e unica forza contrattuale dei blocchi sociali più deboli e svantaggiati.



Federazione Provinciale
RdB  - SdL


Napoli, 5 febbraio 2010

COMUNICATO

SCUOLA: LA REGIONE CAMPANIA STRACCI
 L’ACCORDO CON IL MINISTERO PER I
CONTRATTI DI DISPONIBILITA’ DEI PRECARI

Il 4 febbraio una delegazione RdB SdL è intervenuta presso l’assessorato al lavoro guidato da Corrado Gabriele. L’incontro con le parti sociali è stato tenuto per affrontare l’applicazione dell’accordo Regione Campania – Miur (ministero istruzione, università e ricerca) sul decreto che prevede i contratti di disponibilità per i precari della scuola.

La delegazione del sindacalismo di base ha confermato tutte le critiche e la sua ferma opposizione ai contratti di disponibilità che l’assessorato, in pieno accordo con il ministro Gelmini, intende offrire tramite progetti regionali, a circa 4.000 precari tra insegnanti e personale ATA.
Queste “integrazioni al reddito” si traducono in 500 euro lordi al mese per i cinque che restano quest’anno alla chiusura estiva della scuola pubblica. I progetti riguarderanno l’impegno degli aventi diritto in percorsi complementari alla formazione di base per gli studenti e/o corsi di specializzazione per gli insegnanti. E cosa succederà negli anni a venire?

RdB – SdL hanno chiesto al governo regionale di rompere l’accordo con il ministero visto che:

1)    i propagandati 10 milioni di euro che dovevano essere finanziati dal governo nazionale non arriveranno;
2)    l'INPS non eroga i sussidi di disoccupazione perché il Ministero gli ha fornito elenchi incompleti e senza istruzioni;
3)    tanti precari non sono rientrati nei criteri per avere i contratti di disponibilità e da febbraio saranno senza il sussidio di disoccupazione ordinaria;
Come abbiamo denunciato da settembre, l’accordo firmato dalla Regione Campania è una truffa ai danni dei precari, della scuola e di tutti i cittadini. Si tengono parcheggiati i lavoratori nei corsi di formazione (gestiti da chi?) mentre la scuola pubblica non svolge la sua funzione istituzionale e aumentano le scuole private. Basta con la demagogia elettoralistica sulla pelle dei lavoratori! Come avviene in altri settori, la Regione può finanziare contratti nazionali statali e non un elemosina una tantum. Lo stanziamento regionale può essere usato per finanziare il lavoro vero e stabile, rilanciando la funzione della scuola pubblica. 

A differenza di tutte le altre organizzazioni sindacali presenti, RdB SdL non intendere sottoscrivere nessuna intesa che abbia come merito i criteri di attribuzione/selezione di questi contratti di disponibilità che già dalle norme previste dal cosiddetto decreto salvaprecari rende discriminatorio ogni tipo di soluzione.


Federazioni Regionali
 RdB  - SdL