Università di Salerno: persa un’altra occasione a danno dei lavoratori e dell'Ateneo

Salerno -

 

 

 

 

 

Contrattazione collettiva integrativa (CCI): ennesima sconfitta dei lavoratori!

 

USB: persa un’altra occasione a danno dei lavoratori e dell’Università di Salerno

 

Presentata alle rappresentanze sindacali dell’Ateneo di Salerno, l’ipotesi di Contratto Collettivo Integrativo 2011 dal Prof. Antonio Piccolo (delegato del Rettore al personale), dal Dott. Giuseppe Paduano (Direttore amministrativo) e dalla Dott.ssa Chiara Turco (dirigente risorse umane).

USB, negli incontri politici avuti con l’amministrazione, visto il selvaggio attacco al salario e alla dignità dei lavoratori imposto da norme e accordi nazionali, si è resa disponibile a siglare un CCI che non peggiorasse di 1 (uno) euro il precedente contratto integrativo 2009. Inoltre, USB si è resa disponibile a siglare un CCI che migliorasse l’impianto normativo a vantaggio dei lavoratori e per il miglioramento di tutte le attività, tecniche ed amministrative a supporto della ricerca e della didattica. Purtroppo ci siamo ritrovati un testo blindato ed immodificabile in sfregio ai diritti fondamentali della contrattazione tra parti sociali e quelle datoriali. Nell’ipotesi di CCI 2011, che sarà portata al Consiglio di Amministrazione nei prossimi giorni, il totale delle risorse del fondo accessorio risulta: €1.858.874,00. Nel CCI 2009 (in vigore anche nel 2010) questo totale ammontava a € 2.054.988,00. Fatta la facile differenza si propone quindi ai lavoratori una riduzione totale di €196.114,00, cioè un taglio netto del 9,54%. Nel testo presentato si tiene conto dell’Intesa Governo e parti sociali del 4 Febbraio 2011, la cui validità è controversa vista la mancata ratifica di OO.SS. maggiormente rappresentative come USB, CGIL, CISAL, etc … che non permetterebbe ai firmatari di superare il 50% della rappresentanza. Inoltre USB ha ricordato al “tavolo” che il CCNL è pienamente vigente e che, nonostante gli sforzi e gli affanni del ministro Brunetta e dei sindacati suoi complici, la sua legge (D.Lgs.150/09) non si applica se non recepita dal contratto nazionale (CCNL), come hanno dimostrato numerose sentenze che hanno visto soccombere amministrazioni pubbliche troppo smaniose di dimostrare la loro efficienza contro i lavoratori. Nel testo si fà riferimento all’avvio di un “processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo”. Proprio questo processo è fonte di una durissima contestazione che USB sta promuovendo, visto che, oltre al grandissimo disagio e frustrazione che stanno subendo i lavoratori (tecnici ed amministrativi, di categoria B, C e D), esiste nell’Ateneo una forte ed estesa critica proveniente da parti importanti della comunità universitaria. Pertanto i 34,00 lordi al mese di aumento, appaiono un’ulteriore offesa più che un riconoscimento visto che, di fatto, sono una diversa distribuzione di soldi che già appartengono ai lavoratori come totale (tagliato) del fondo accessorio per l’anno 2011. USB accetta questi 34,00 lordi al mese come acconto del maggior avere. Cancellata ogni progressione anche solo giuridica, per cui niente viene regalato sul versante economico, nulla cambia nel resto del testo. Forse è proprio questo, prima di ogni altra questione, che rende inaccettabile, nel metodo e nei contenuti, questa “mancata” contrattazione 2011. USB ritiene che il contratto integrativo, può diventare un’occasione per arginare in ambito locale, per quanto possibile, l’infame blocco del CCNL fino al 2014 che, ricordiamolo, con la concertazione “inventata” nei primi anni ’90, è diventato un parziale recupero posticipato all’inflazione. Proprio quell’inflazione che in questi ultimi mesi è in ripresa oltre il 2% e che, unita ai continui aumenti del costo della vita, in pochi anni, porteranno i lavoratori dipendenti a perdere, in pochi anni, un 10/15% reale di potere d’acquisto. Se il nostro auspicio di riaprire la contrattazione dovesse andare deluso, se viene confermato ciò che si è detto in conclusione di riunione e cioè che il testo presentato è immodificabile, allora, ancora una volta, saremo costretti ad assistere, con la complicità di chi “maggiormente” li rappresenta, senz’appello, ad un’ennesima mortificazione dei lavoratori. Con la carota e il bastone si possono avere risultati con gli animali da soma ma a quanto pare c’è ancora chi crede che con le parole produttività e responsabilità si possa mistificare, tollerare, nascondere ma allo stesso tempo, esercitare con scientifica determinazione, lo sfruttamento dei lavoratori.

 il coordinamento USB Università di Salerno

 


Fisciano, 16 marzo 2011

 

 

Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno

Prof. Raimondo Pasquino

 

Al Direttore Amministrativo, Dott. Giuseppe Paduano

 

p.c.      alle RSU e a tutto il personale T/A

 

OGGETTO: nota a verbale della riunione di contrattazione integrativa del 16 Marzo 2011

 

Il sottoscritto, Pietro Di Gennaro, in rappresentanza del coordinamento USB dell’Università di Salerno, allega la presente nota al verbale della riunione in oggetto. La presente nota riassume le posizioni USB che saranno portate in discussione all’assemblea dei lavoratori insieme all’ipotesi di Contratto Collettivo Integrativo 2011 che è stata presentata alle rappresentanze sindacali dal Prof. Antonio Piccolo, dal Dott. Giuseppe Paduano e dalla Dott.ssa Chiara Turco.

 

1) USB, negli incontri politici avuti con l’amministrazione, visto il selvaggio attacco al salario e alla dignità dei lavoratori imposto da norme e accordi nazionali (avallati con la complicità di altre O.S.), si è resa disponibile a siglare un CCI che non peggiorasse di 1 (uno) euro il precedente contratto integrativo 2009, non firmato da RdB/USB. Inoltre, USB si è resa disponibile a siglare un CCI che migliorasse l’impianto normativo a vantaggio dei lavoratori e per il miglioramento di tutte le attività, tecniche ed amministrative a supporto della ricerca e della didattica dell’Ateneo di Salerno.

 

2) Nell’ipotesi di CCI 2011, il totale delle risorse del fondo accessorio risulta: € 1.858.874,00.

Nel CCI 2009 (in vigore anche nel 2010) risulta:

 

Art.3-Definizione delle risorse finanziarie:

1. Le parti prendono atto che, relativamente all’anno 2009:

a) il fondo per le progressioni economiche e la produttività collettiva e individuale, costituito ai sensi dell’art. 87 del CCNL  16.10.2008, certificato dal Collegio dei Revisori e iscritto nel bilancio di previsione 2009, ammonta a € 2.114.264,00;

b) in applicazione di quanto disposto dall’art. 67 del D.L. n. 112/2008, convertito nella L 6 agosto 2008 n. 133 (riduzione del 10% rispetto al limite del fondo 2004), lo stanziamento effettivamente utilizzabile ammonta a € 2.054.988,00.

 

Fatta la differenza si propone quindi ai lavoratori una riduzione totale di € 196.114,00 ( 9,54%)

 

3) Nel testo presentato si tiene conto dell’Intesa Governo e parti sociali del 4 Febbraio 2011, la cui validità è controversa vista la mancata ratifica di OO.SS. maggiormente rappresentative come USB, CGIL, CISAL, etc … che non permetterebbe ai firmatari di superare il 50%. Pertanto ancora più criticabile è la menzione della Circolare della Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento della Funzione Pubblica DFP n.1 del 17.2.2011, che non è, nè può essere assunta come fonte di diritto. Inoltre abbiamo ricordato al tavolo che il CCNL è pienamente vigente e che, nonostante gli sforzi e gli affanni del ministro Brunetta e dei sindacati suoi complici, la sua legge (D.Lgs. 150/09) non si applica se non recepita dal CCNL, come hanno dimostrato numerose sentenze che hanno visto soccombere amministrazioni pubbliche troppo smaniose di dimostrare la loro efficienza contro i lavoratori.

 

4) Nel testo si fà riferimento all’avvio, parzialmente realizzato (?), di un “processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo, che comporta maggior onere lavorativo per tutto il personale tecnico amministrativo”. Proprio questo processo (condiviso da CGIL, CISL e UIL) è fonte di una durissima contestazione che USB sta promuovendo, visto che, oltre al grandissimo disagio e frustrazione che stanno subendo i lavoratori, esiste nell’Ateneo una forte ed estesa critica proveniente da parti importanti della comunità universitaria. In queste ultime settimane USB ha ampiamente pubblicizzato la sua contestazione (con documenti, assemblee e comunicati ripresi dalla stampa). E’ una contestazione che proviene dai lavoratori (tecnici ed amministrativi, di categoria B, C e D) che sono stati esclusi dalla definizione, costruzione e programmazione del processo in atto e che risulta essere un processo palesemente forzato senza la necessaria e doverosa condivisione di chi è chiamato a metterlo in pratica. Sono i lavoratori a dire che è stata mortificata la loro dignità e professionalità. Sono i lavoratori a segnalare l’aumento spropositato dei carichi di lavoro come ammette l’Amministrazione nel testo dell’ipotesi CCI 2011. USB coglie l’occasione di questa nota per stigmatizzare e condannare i tentativi di attribuire ogni colpa al personale tecnico-amministrativo, del caos e stallo funzionale in cui sono precipitati i dipartimenti dell’Ateneo. Pertanto, sebbene auspicabile e desiderato ogni tipo di aumento salariale, i 34,00 lordi al mese in aggiunta al precedente valore dell’ex art. 41, appaiono un’ulteriore offesa più che un riconoscimento visto che, di fatto, sono una diversa distribuzione di soldi che già appartengono ai lavoratori come totale (tagliato) del fondo accessorio per l’anno 2011. USB accetta questi 34,00 lordi al mese come acconto del maggior avere.

 

5) Nella riunione in oggetto, si è parlato di residuii del fondo accessorio non spesi nel 2010. Abbiamo ricordato come negli ultimi anni più volte USB ha chiesto invano il consuntivo del fondo affinchè, questi soldi che appartengono ai lavoratori, potessero essere ricontrattati anno per anno e ridistribuiti al personale, piuttosto che diventare flusso di economia nel bilancio generale. Abbiamo chiesto che questi residuii 2010 siano certificati, contratti ed erogati; abbiamo ricordato, come abbiamo fatto più volte in passato, che queste sono informative dovute alle OO.SS e di come queste informazioni, insieme allo stato dell’occupazione e la programmazione triennale, per esempio, siano essenziali per una vera, corretta e trasparente contrattazione. Temiamo che, al di là di ogni buona intenzione (?), il comma 2 dell’art. 4 del testo dell’ipotesi CCI 2011 – Gli stanziamenti sopra indicati, come riportati nei seguenti articoli sono efficaci esclusivamente per l’anno 2011 – certifichi la determinazione di un emolumento “una-tantum” più che un contratto collettivo integrativo. Infatti dal primo gennaio 2012 il personale T/A dell’Università di Salerno non potrà essere garantito da un contratto integrativo in vigore come è stato nel 2010 e in questa prima parte del 2011.

Sulle progressioni orizzontali, c’è stato un vivace dibattito teso a smontare una nostra proposta semplice che, partendo da quanto impone l’ultima finanziaria (art. 9, comma 21, Legge 122/2010 - le progressioni di carriera comunque denominate, eventualmente disposte negli anni 2011, 2012, 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici), chiedeva una selezione di progressioni orizzontali a costo zero, da incassare se e quando sarà sbloccata la contrattazione nazionale. Il ragionamento, bloccato a detta dell’Amministrazione da norme di contabilità (?)[1], và integrato con il fatto che nei prossimi anni avremo ulteriori pensionamenti, niente assunzioni e dal fatto che tutte le progressioni (orizzontali e verticali) dei fortunati pensionati[2], dovrebbero essere recuperate nel fondo accessorio. Fermo restando che le acrobazie contabili, chissà perchè, penalizzano sempre e solo i lavoratori, abbiamo ricordato che anche la norma del tetto 2010 (art. 9, comma 1, Legge 122/2010 - per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio…non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno…), è una norma che richiama ad un trattamento ordinariamente spettante che può chiaramente cambiare se cambia ruolo/funzione/incarico del dipendente. Basta pensare ad un affidamento di responsabilità o altro. La domanda sorge spontanea: siamo o non siamo già avviati in un processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo? E allora: come mai alcune acrobazie, verificate e approvate dai Revisori dei Conti di turno, riescono solo in determinati contesti e raramente per un bene comune e colletivo come quello di un contratto d’Ateneo che ha effetto su tutto il personale T/A?

 

6) Indennità di responsabilità ai sensi dell’art. 91, commi 1, 2, 3 e 4, CCNL 16.10.2008.

Niente cambia nel testo dell’ipotesi CCI 2011. Questo non è accettabile. Proprio perchè siamo al cospetto di un “processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo, che comporta maggior onere lavorativo per tutto il personale tecnico amministrativo”, non si può più rimandare ad un documento sottoscritto tra le parti in data 28 settembre 2004. Sono passati 7 anni e con gli anni, tanta, tanta acqua è passata sotto i ponti. Quindi, stendendo un velo pietoso sul passato, modalità, criteri e principi di attribuzione degli incarichi di responsabilità, vanno ridiscussi e ricontrattati perchè oggi non sono sicuramente adeguati a quanto ci si propone per il futuro. Non chiediamo la luna ma solo equità, oggettività e trasparenza volte a valorizzare le professionalità acquisite, quelle maturate e quelle dimostrate in anni e anni di servizio prestato con abnegazione e diligenza. Tutto quanto detto a maggior ragione se dalle responsabilità dipendono obiettivi sempre più ambizionsi e prestigiosi per l’Ateneo. Sono troppe? Troppo poche? Pagate male? Dobbiamo dare risposte ad una discussione, ad un profondo disagio, a disparità di trattamento che vanno avanti da troppo tempo.

 

7) Cancellate le progressioni economiche orizzontali (PEO), per cui niente viene regalato sul versante economico, nulla cambia nel resto del testo dell’ipotesi CCI 2011. Forse è proprio questo, prima ancora della questione delle responsabilità, che rende inaccettabile, nel metodo e nei contenuti, questa contrattazione 2011 che ci auspichiamo sia solo all’inizio. Noi riteniamo che per le organizzazioni sindacali (?), per le RSU e per i lavoratori tutti, quella di oggi potrebbe diventare un’occasione per arginare in ambito locale, per quanto possibile, l’infame blocco del CCNL fino al 2014 che, ricordiamolo, con la concertazione “inventata” nei primi anni ’90, è diventato un parziale recupero posticipato all’inflazione. Proprio quell’inflazione che in questi ultimi mesi è in ripresa oltre il 2% e che, unita ai continui aumenti del costo della vita, in pochi anni, porteranno i lavoratori dipendenti a perdere un 10/15% reale di potere d’acquisto. Se il nostro auspicio dovesse andare deluso, se viene confermato ciò che si è detto in conclusione di riunione e cioè che il testo presentato è immodificabile, allora, ancora una volta, saremo costretti ad assistere, senz’appello, ad un’ennesima mortificazione dei lavoratori e della loro contrattazione.

 

 

per il coordinamento USB Università di Salerno

Pietro Di Gennaro



[1] Nel CCI di Verona stipulato il 22 febbraio 2011 sono state definite le PEO a costo zero per gli anni 2011/2013 – vedi allegato -

[2] fortunati perchè non “tagliati” dalla riforma Dini (Legge 335/1995): vanno in pensione con il sistema interamente retributivo.