Università: cassate “honoris causa”: NON IN MIO NOME

Salerno -

 

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"LAUREA HONORIS CAUSA A BONANNI: NON IN MIO NOME"

 
 


Salerno 13 giugno 2014 - comunicato

Raffaele Bonanni merita con lode una laurea in consulenza e management aziendale 

Quanto sta accadendo in queste ore all’Università di Salerno non è uno scontro politico o sindacale ma, è uno stimolante scontro culturale che definisce bene il vero “anticlimax” sociale del nostro paese. Lo scandalo è che viene coinvolta l’Università Pubblica e non quella privata, con tanto di ossequiosa cantata di lode da parte di un ministro della Repubblica Italiana. Lo scandalo è che un componente importante del Governo Italiano si renda disponibile ad una “laudatio” per quello che dovrebbe essere un sindacalista che la storia dei lavoratori ricorderà perchè protagonista di una lunga stagione a perdere. Che il ministro “disponibile” sia quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, è solo un aggravante cui la maggioranza dell’accademia salernitana darà poco conto durante la scontata e riverente accoglienza.


Che Bonanni meriti questa laurea è dimostrato da come ha saputo trasformare una libera associazione di lavoratori e pensionati in una grande holding finanziaria con interessi molto diversificati anche negli appalti della pubblica amministrazione che valgono milioni e milioni di euro, come narrato in diverse inchieste giornalistiche. La storia poi racconterà se quelli di Bonanni saranno anni che dureranno come successi o saranno ricordati come fallimenti.


Che Bonanni meriti questa laurea è dimostrato da come ha saputo essere un grande consulente aziendale. Uno dei migliori disponibili nel mercato italiano del profitto, dove sono precipitate, con privatizzazioni, esternalizzazioni ed appalti, tutte le Pubbliche Amministrazioni e i loro “prodotti” attraverso la mercificazione dei beni comuni che “sarebbero” costituzionalmente indisponibili. Bonanni però è solo uno dei migliori in circolazione, non l’unico: il “pezzo di carta” che riceverà all’Università di Salerno, dovrà dividerlo con Camusso ed Angeletti, perché insieme “artefici del processo di riforma del sistema delle relazioni industriali“. I tre sindacalisti (?) sono i firmatari del “Testo Unico sulla Rappresentanza” stilato con Confindustria il 10 gennaio 2014. La storia racconterà se questo accordo è incostituzionale o merità un bacio accademico e bocconiano (USB ne ha presentato richiesta di nullità al Tribunale Civile di Roma il 19 marzo 2014).


Che Bonanni meriti un laurea in management aziendale è dimostrato da come ha saputo traghettare con la “concertazione” i lavoratori italiani verso la disoccupazione di massa con una perdita di salario (diretto, indiretto e differito) e di diritti che non ha uguali in Europa negli ultimi vent’anni. Ma come sanno bene gli scienziati, è la derivata seconda che da l’accelerazione e quindi al teatrino del titolo accademico ci aspettiamo un secondo step più congruo di un “pezzo di carta”, quello dell’incarico, come quello della Marcegaglia promossa sul campo dal sindacato degli industriali a presidente dell’ENI e … proprio nelle stesse ore in cui un altro ministro, quello della Funzione Pubblica di nome Madia, fa tornare a casa i dirigenti di Bonanni con le pive nel sacco. Ai lavoratori solo sacrifici e sofferenze mentre ai leader come Bonanni ricompense e riverenze. Non è questo lo scandalo; lo scandalo è non vedere le contraddizioni reali tra due ministri dello stesso governo che in atti così diversi rispondono allo stesso disegno: dare tanto a pochi e togliere tanto ai molti che, trattati come numeri, sono solo limoni da spremere.


Il decreto di Matteo Renzi, leggi riforma della PA, è già legge. La concertazione è finita e gli eredi passano all’incasso, al canto del cigno come galli sull’immondizia. Si profilano centinaia di migliaia di esuberi, frutto dell’accorpamento delle amministrazioni statali locali, della soppressione delle Provincie e della complessiva riduzione del numero dei dipendenti. Madia conferma l’inasprimento della mobilità; conferma inoltre la indisponibilità all’apertura della parte economica del contratto e non prevede l’assunzione dei 250.000 precari storici. Il sindacato può solo indicare una strada di lotta:

USB CONFERMA LO SCIOPERO GENERALE IL 19 GIUGNO

 


13 giugno 2014 - Controcampus

Bonanni a Unisa: Prof Bocciano Bonanni, Università di Salerno divisa

Raffaele Bonanni a Unisa: continuano i botta e risposta sul caso Bonanni a Unisa, i Prof bocciano Bonanni e l’Università di Salerno si spacca in due

Salerno - Circa 160 docenti dell’Università di Salerno, sono contrari alla Laurea Ad Honorem al segretario nazionale della Cisl Bonanni.

Arrivano le risposte delle parti in causa all’Unisa.

Il 16 Giugno 2014, l’Univesità degli Studi di Salerno, conferirà la Laurea ad Honorerm a Raffaele Bonanni, all’evento oltre alle autorità accademiche sarà presente il Ministro dell’istruzione Giannini.

Cda e Senato accademico dell’Unversità di Salerno, deliberano a favore del conferimento della Laurea ad Honorem al segretario Bonanni a Unisa. Poche ore è l’Università di Salerno si spacca in due.

Da una parte i sostenitori della Laurea ad Honorem a Bonanni, dall’altra i Prof che ne fanno immediatamente seguire una petizione pubblicata sul web e contro la Laurea ad Honorem a Bonanni.

Sono 160 i docenti dell’Unisa che firmano la petizione richiedente l’annullamento della decisione, recapitata al Rettore dell’Università Aurelio Tommasetti, ai componenti del Senato Accademico e al Ministro dell’Università Stefania Giannini.

Bonanni a Unisa: dichiarazioni Rettore, Docenti, Studenti e Sindacato

Il Rettore Aurelio Tommasetti, si tiene super partes “Rispetto tutte le opinioni – dice Tommasetti – ma la procedura è stata la più ampia e trasparente: sia in dipartimento che in Senato accademico si è registrato solo un voto contrario”. – continua poi il Rettore puntando l’attenzione sul Ministro Giannini altro ospite previsto all’Unisa il 16 Giugno 2014 – “Per la nostra comunità il rapporto con il ministro è molto importante. Specialmente se può aiutare le nostre giuste rivendicazioni. A cominciare dalla mancanza di scuole di specializzazione che rendono monca la nostra facoltà di medicina”.

Un atto democratico quello della Laurea ad Honorem a Bonanni, lo ritengono i rappresentanti degli studenti in seno al Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, “Riteniamo inopportune le posizioni e i modi di espressione del dissenso, al di fuori del sistema democratico di governance del nostro Ateneo. Riteniamo, a nostro avviso, l’attenzione del Ministro dell’Università e della Ricerca come momento di crescita della nostra Comunità, inizio di un cammino che non può essere intrapreso senza la coesione generale di tutte le componenti. – Dicono i rappresentanti degli studenti –

Fa eco Francesco Colace, senatore accademico e rappresentante dei ricercatori, articolando nel dettaglio la procedura prevista e adottata per l’assegnazione della Laurea ad Honorem a Bonanni “tutto è avvenuto nella massima trasparenza e attraverso un articolato processo in cui tutte le componenti accademiche hanno potuto esprimere le loro opinioni.” – Fa sapere Colace -

Ma la polemica sul conferimento della Laurea ad Honorem a Raffaele Bonanni all’Unisa, non si arresta, e diventa nel giro di poco tempo scontro – confronto politico sindacale.

Alla protesta e petizione dei docenti dell’Unisa si affianca USB che sostiene la petizione dei 160 Professori dell’Università di Salerno.

Lo scandalo è che viene coinvolta l’Università Pubblica e non quella privata, con tanto di ossequiosa cantata di lode da parte di un ministro della Repubblica Italiana. Lo scandalo è che un componente importante del Governo Italiano si renda disponibile ad una “laudatio” per quello che dovrebbe essere un sindacalista che la storia dei lavoratori ricorderà perché protagonista di una lunga stagione a perdere. Che il ministro “disponibile” sia quello dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è solo un aggravante cui la maggioranza dell’accademia salernitana darà poco conto durante la scontata e riverente accoglienza. – fa sapere Usb Salerno – “Che Bonanni meriti questa laurea – Continua Usb Salerno – è dimostrato da come ha saputo trasformare una libera associazione di lavoratori e pensionati in una grande holding finanziaria con interessi molto diversificati anche negli appalti della pubblica amministrazione che valgono milioni e milioni di euro”

“Bonanni però – dice Usb - è solo uno dei migliori in circolazione, non l’unico: il “pezzo di carta” che riceverà all’Università di Salerno, dovrà dividerlo con Camusso ed Angeletti”

No al Grillismo accademico replica la Cisl Unisa Perché (ovvio) viva l’obiezione e la critica. Non, però, i toni maleducati, il danno d’immagine per l’Ateneo di Salerno, l’arroganza intellettuale e la mobilitazione (presunta) intorno alla Rete che – per miracolo – diventa opinione prevalente cioè insincera. Grillismo, appunto…!”- Dice la Cisl -

“Chi firma l’appello contro Bonanni? - Continua la Cisl - Qualcuno (per esempio e fra gli altri) che, assumendo in passato incarichi di rilevante peso istituzionale nell’Ateneo di Salerno, è stato condannato per “comportamenti anti-sindacali”? Forse c’è molto “non detto” dietro i toni liquidatori contro Bonanni.”

“Chi ha voglia di lacrimare aspetti la pioggia (è prevista pioggia) per non piangere da solo. La Cisl Università di Salerno, intanto, ha altro da fare, lavorare per la crescita dell’Ateneo e dell’intero territorio!” – Conclude -

Testo della petizione contro Laurea ad Honerm a Bonanni

 “LAUREA HONORIS CAUSA A BONANNI: NON IN MIO NOME”

“Vogliamo esprimere la nostra contrarietà all’attribuzione di una Laurea Honoris Causa in Consulenza e Management Aziendale a Raffaele Bonanni.” – dicono i docenti dell’Unisa -

“Nella seduta del 20 maggio 2014 il Senato Accademico della Università di Salerno con votazione quasi unanime” – continuano i docenti dell’Unisa – “ha approvato, su proposta del Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali, il conferimento Honoris Causa della Laurea Magistrale in Consulenza e Management Aziendale al segretario della CISL Raffaele Bonanni”.

“Ricordiamo che la Laurea Honoris causa è un titolo accademico onorifico che l’università conferisce “soltanto a persone che, per opere compiute o pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà per cui è concessa ” (art. 169 Regio decreto 1592/1933). -concludono i docenti dell’Unisa-


16 giugno - comunicato

 

L’università di Salerno ha gettato una laurea ad honorem

E’ stata una cerimonia pietosa ed irriverente verso i lavoratori !

 

Abbiamo educatamente assistito ad un teatrino indecoroso che mina la solidità scientifica dell’Università Pubblica. La laurea al leader sindacale è passata a maggioranza, ma qualcosa è cambiato, tanto che il ministro ha chiuso la cerimonia con il solito intervento che un ministro fa celebrando il programma del governo e quello del suo dicastero particolare. Anche se, insieme alla solita promessa di impegno per Salerno, il ministro ha usato una metafora terribile per l’università: “hub” come se si trattasse di una infrastruttura di trasporti. Ecco la sua visione: uno strumento per business, non una comunità. Vergognoso. La vera notizia, però, è che non c’è stata la tanto propagandata “laudatio” al leader sindacale e quindi almeno il ministro, una faccia l’ha salvata: la sua. Per il resto ci ha particolarmente disgustato la relazione del candidato che è stata scadente e priva di qualsiasi spessore accademico. Anche fuori tema e sicuramente deludente, vista la grande enfasi con cui era stata presentata e richiesto dalla relatrice: “Lectio Magistralis sulla nuova rappresentanza sindacale in Italia”. Il “Testo Unico sulla Rappresentanza” firmato con Confindustria il 10 gennaio 2014, è stato solo nominato, né descritto né commentato, insieme a qualche ricordo personale, a qualche data storica ed una serie di “sgravi contibutivi” forzatamente ed audacemente attribuiti a se stesso. Insomma non una lezione magistrale ma un’autocelebrazione. Più volte il candidato ha richiamato l’importanza della contrattazione ma mai a fatto cenno che proprio il contratto, ai lavoratori pubblici, è negato dal 2009 e non è previsto nel DEF di Renzi fino al 2018. Insomma tante parole vuote dove il lavoratore che vive male la sua drammatica situazione, è rimasto fuori dalla porta.

 

Archiviata la cerimonia che ha portato per poche ore l’Università di Salerno nel circuito mediatico nazionale, mettiamo al centro la stagione di lotta che abbiamo avanti con lo sciopero generale del 19 giugno e la manifestazione nazionale a Roma del 28 giugno per aprire l’anti-semestre della presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

 

Per affrontare la riforma della P.A e i tagli strutturali che arriveranno anche a Salerno, USB ha convocato un’assemblea dei lavoratori pubblici presso lo stabile INPS (exINPDAP) di Via Lanzalone a Salerno il giorno 18 giugno alle ore 11.

 

 

Con la riforma della P.A. di venerdì 13 giugno il governo Renzi mostra il suo vero volto autoritario e cinico, presentando a tutti il conto degli 80 euro che pochi hanno visto. Non è vero che la riforma manca di organicità, è anzi fin troppo chiaro il suo obiettivo: cancella i diritti dei lavoratori, il welfare, i servizi e riduce la Pubblica Amministrazione a sportello gratuito per le imprese. Cosa più grave: non c’è nessun impegno per il rinnovo economico dei contratti, bloccati dal 2009 e destinati ad esserlo ancora per molti, molti anni. Le retribuzioni di 3,3 milioni di lavoratori pubblici sono tornate al livello di 30 anni fa, l’ingiustizia resta. Viene dichiarata apertamente la volontà di ridurre  la presenza dello Stato  e gli uffici periferici dovranno essere riarticolati a livello regionale, così come si parla di prefetture e di camere di commercio regionali, di accorpamenti di enti nazionali e Centrali. Questa operazione, insieme all’accorpamento degli uffici periferici di diverse amministrazioni e all’obbligo di gestione unitaria di servizi strumentali che interesserà centinaia di miglia di lavoratori, oltre ad allontanare la P.A. dai bisogni dei cittadini, avvierà di fatto un processo di mobilità coatta di massa. In caso di esubero, sempre che non si venga licenziati, è prevista la possibilità di demansionamento attraverso la collocazione in una qualifica inferiore o in una posizione economica meno favorevole, al fine di “ampliare le occasioni di ricollocazione”, che non è detto vi siano.  Il concetto di diritto acquisito salta definitivamente e il lavoratore del pubblico impiego deve imparare a vivere con la valigia pronta per andare  dove lo mandano, anche con un salario molto più basso di quanto percepito fino ad oggi, pur di continuare a lavorare.

 

USB CONFERMA LO SCIOPERO GENERALE IL 19 GIUGNO 2014


7 giugno 2014 - La Città  di Salerno

Continua il pressing di Iannuzzi (Pd) «Sprint finale per giungere al traguardo»

Salerno - «Alla luce dell’importante visita del ministro Giannini presso l’ateneo di Salerno, continuerà il mio pressing parlamentare affinchè ci siano erogate un congruo numero di scuole e borse di specializzazione per la facoltà di Medicina». A parlare è il parlamentare del Pd Tino Iannuzzi che da mesi sta svolgendo un’opera di sensibilizzazione in tal senso anche presso lo stesso ministero. «Del resto - spiega sempre il deputato - la richiesta di Salerno è fondata su quanto detto dall’Osservatorio nazionali per le specializzazioni lo scorso febbraio che ha riconosciuto l’esistenza delle condizioni per avere un significativo numero di scuole». L’Osservatorio ha infatti riconosciuto l’idoneità per diciotto scuole che si aggiungono alle sei già riconosciute l’anno scorso. «Salerno - conclude Iannuzzi - ha le carte in regola per avere un numero di borse maggiore. Adesso che c’è stato anche l’annuncio del ministro relativamente ad un aumento del loro numero, c’è da fare uno sprint finale per giungere al traguardo sperato». Intanto, sempre relativamente alle celebrazioni che si sono tenute ieri presso l’Università degli studi, si registra anche la posizione del sindacato Usb che definisce «teatrino vergognoso» la cerimonia in onere di Bonanni. «Ci ha particolarmente disgustato - si legge in una nota stampa - la relazione del candidato che è stata scadente e priva di qualsiasi spessore accademico. Anche fuori tema e sicuramente deludente. Tante parole vuote dove il lavoratore che vive male la sua drammatica situazione, è rimasto fuori dalla porta». (an.ca.)di Angela Caso

16 giugno 2014 - Salerno notizie

Salerno: conferita a Bonanni la Laurea honoris causa dall’Università

Salerno - Conferita l’onorificenza accademica al Segretario generale della Cisl dall’Università degli Studi di Salerno per l’impegno profuso sui temi del lavoro. Onorificenza che Bonanni ha dedicato a tutti gli edili conosciuti nella sua lunga attività. “Nell’edilizia – ha aggiunto Bonanni – ho lavorato per molti anni e anche confederalmente risento tantissimo di quella cultura. Si tratta di un lavoro faticoso e umile ma quelle persone rappresentano il nervo della struttura morale e civile d’Italia”. L’onorificenza accademica è stata conferita al Segretario generale della Cisl alla presenza del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini.

Tra i passaggi dell’intervento, ricordiamo quello sulla menzione del rapporto e della collaborazione avuta con il giuslavorista Marco Biagi, vittima del vile attentato terroristico rivendicato dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002.

Non sono mancate le polemiche.  L’USB in una nota scrive:  ”Abbiamo educatamente assistito ad un teatrino indecoroso che mina la solidità scientifica dell’Università Pubblica. La laurea al leader sindacale è passata a maggioranza, ma qualcosa è cambiato, tanto che il ministro ha chiuso la cerimonia con il solito intervento che un ministro fa celebrando il programma del governo e quello del suo dicastero particolare. Anche se, insieme alla solita promessa di impegno per Salerno, il ministro ha usato una metafora terribile per l’università: “hub” come se si trattasse di una infrastruttura di trasporti. Ecco la sua visione: uno strumento per business, non una comunità.

Vergognoso. La vera notizia, però, è che non c’è stata la tanto propagandata “laudatio” al leader sindacale e quindi almeno il ministro, una faccia l’ha salvata: la sua. Per il resto ci ha particolarmente disgustato la relazione del candidato che è stata scadente e priva di qualsiasi spessore accademico. Anche fuori tema e sicuramente deludente, vista la grande enfasi con cui era stata presentata e richiesto dalla relatrice: “Lectio Magistralis sulla nuova rappresentanza sindacale in Italia”. Il “Testo Unico sulla Rappresentanza” firmato con Confindustria il 10 gennaio 2014, è stato solo nominato, né descritto né commentato, insieme a qualche ricordo personale, a qualche data storica ed una serie di “sgravi contibutivi” forzatamente ed audacemente attribuiti a se stesso.

Insomma non una lezione magistrale ma un’autocelebrazione. Più volte il candidato ha richiamato l’importanza della contrattazione ma mai a fatto cenno che proprio il contratto, ai lavoratori pubblici, è negato dal 2009 e non è previsto nel DEF di Renzi fino al 2018. Insomma tante parole vuote dove il lavoratore che vive male la sua drammatica situazione, è rimasto fuori dalla porta.

Archiviata la cerimonia che ha portato per poche ore l’Università di Salerno nel circuito mediatico nazionale, mettiamo al centro la stagione di lotta che abbiamo avanti con lo sciopero generale del 19 giugno e la manifestazione nazionale a Roma del 28 giugno per aprire l’anti-semestre della presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.


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