22 GIUGNO: L'UNICO SCIOPERO, L'UNICA PIAZZA

Salerno -

 

Anche da Salerno, così come da tutta la campania, Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, lavoratori in sciopero, del lavoro pubblico e privato, insieme a delegazioni di precari e disoccupati, studenti ed immigrati, hanno partecipato alla manifestazione di Roma per lo SCIOPERO GENRALE, l'unico sciopero, l'unica lotta vera contro il più grande attacco ai diritti del lavoro, del welfare e della democrazia in questo paese dal giorno della costituzione della Repubblica italiana.

E' un attacco intenso e frenetico che in pochi mesi continua a dissolvere gli ultimi baluardi di difesa che con tanta fatica, sudore e sangue, il movimento dei lavoratori in Italia aveva conquistato negli anni '50, '60 e '70. La forbice tra l'1% dei ricchi e il 99% del popolo aumenta drammaticamente: usano lo spauracchio mediatico del default delle nazioni che il gota finanziario e monetario, con disprezzo chiama PIIGS; usano parole come lo SPREAD per intendere devastazioni di contagio degni delle menzogne virali come la febbre l'avaria e la febbre suina. La speculazione finanziaria globale guida l'attacco contro sovranità politica ed economica dei popoli europei come il profitto per le multinazionali del farmaco guidano l'assalto alle risorse degli stati strangolandoli nel ricatto del brevetto venduto a peso d'oro anche per quelle medicine salvavita che funzionano. Gli effetti collaterali sono povertà, miseria, una devastazione sociale che negli annunci del Governo Monti sono stati una premessa: "ci hanno chiamati per varare misure impopolari"; gli storici narreranno delle lacrime di un ministro bocconiano di nome Fornero.

Mai un Governo aveva chiesto la fiducia per fare leggi impopolari, mai un Governo aveva avuto così tanto consenso parlamentare. Mai un Governo aveva avuto tanta copertura politica e sindacale nel nostro paese; mai s'erano visti effetti collaterali come gli esodati o l'innalzamento del'età pensionabile che chiude ogni speanza a giovani disoccupati che aumentano come aumenta la precarietà e la crisi sociale ed economica dell'intero paese.

Ma prorpio in questo paese c'è chi dice NO, nonostante la censura preventiva e la complice connivenza di organizzazioni che nonostante continuino a sostenere di avere la base elettorale e sindacale proprio nei più "tartassati", nonostante fanno "mediaticamente" forte opposizione al Governo Monti, fuori e dentro il parlamento, hanno accuratamente omesso (in qualche timido caso fino a poche ore dallo sciopero) ogni opera di adesione e sostegno allo SCIOPERO GENERALE.

No possiamo nè vogliamo fermarci quindi la lotta continua: nel paese, nelle regioni, nelle province, nelle città, in ogni posto di lavoro.

 


SCIOPERO GENERALE: MIGLIAIA DI LAVORATORI IN PIAZZA. A ROMA E MILANO BLOCCATI BUS, METROPOLITANE E SERVIZI

20.000 in piazza a Roma, altrettanti a Milano, per le due manifestazioni centrali dello sciopero generale di 24 ore, proclamato oggi da USB, CUB, Cib-Unicobas, Snater, USI, SI-Cobas e Or.S.A., in tutto il settore pubblico e nelle aziende private. Altre iniziative di mobilitazione si sono svolte in Sicilia ed in Sardegna.


Positivo il risultato dello sciopero, indetto contro le politiche economiche e sociali del governo Monti. Bloccati i trasporti urbani che, in base ai primi dati, vedono a Roma il 75% di astensione in ATAC ed il 50% al Cotral, con la metro A ferma e la B fortemente rallentata. Nella capitale asili nido chiusi al 80% e ripercussioni anche in altri servizi pubblici. A Milano sono chiuse tutte le linee della metropolitana e fermi autobus e tram.


“FERMIAMOLI”, lo striscione di apertura delle due manifestazioni. In testa a quella di Milano, una delegazione dell’Emilia Romagna, esclusa dallo sciopero a causa del sisma. Molte le fabbriche in corteo, fra cui la Fiat Mirafiori e la Fomas di Lecco; presente lo spezzone dei migranti Basiano, recentemente caricati dalle forze di polizia mentre manifestavano per i propri diritti.


A Roma il corteo è stato aperto dai Vigili del Fuoco, in sciopero anche contro i pesantissimi tagli al Corpo nazionale ed al soccorso alla popolazione. Tanti i dipendenti pubblici, fra cui una delegazione dei lavoratori ISFOL al quindicesimo giorno di occupazione dell’Istituto a rischio smantellamento; come pure tanti del settore privato, come i dipendenti aeroportuali e della grande distribuzione, i rappresentanti dei movimenti sociali e per il diritto all’abitare.


Il corteo romano si è concluso in piazza SS Apostoli, che rimane presidiata con le tende per proseguire la protesta  accompagnando l’iter parlamentare della riforma.
Per l’Unione Sindacale di Base, questo sciopero è l’unica lotta messa in campo contro la riforma Fornero, mentre assordante è il silenzio delle organizzazioni che sostengono di essere rappresentative dei lavoratori. Dopo questo sciopero continua il conflitto, in tutte le città e nei luoghi di lavoro, per impedire che questo controriforma venga applicata.


Lo sciopero mura i bancomat

 

 

23/06/2012

Mentre a Villa Madama il presidente del consiglio Mario Monti si apprestava a incontrare i presidenti francese e spagnolo e la cancelliera tedesca, ieri mattina, migliaia di lavoratori del sindacalismo di base (Usb, Cub, Cib-Unicobas, Snater, Usi, Si-Cobas e Orsa) hanno manifestato per le strade del centro di Roma. 24 ore di sciopero generale, «il secondo contro il governo Monti dopo quello dello scorso 27 gennaio». E basta leggere i cartelli e gli striscioni per capire che al centro «non c'è solo la difesa dell'articolo 18 o del mondo del lavoro ma l'opposizione alle misure di austerità dell'esecutivo tecnico, all'aumento delle tasse, alla crescita dell'inflazione», spiega Fabrizio Tomaselli dell'Usb.


Dalle prime ore della mattina, Piazza della Repubblica inizia a riempirsi di lavoratori, la maggior parte dei quali romani, anche se non sono mancate delegazioni da alcune regioni del Sud Italia. A quell'ora il traffico è già visibilmente bloccato dall'alta adesione allo sciopero nel trasporto pubblico locale (70% Atac e 50% Cotral), con la metro A completamente ferma e la tratta B fortemente rallentata.

Ad aprire il corteo, subito dopo lo striscione con l'enorme scritta «Fermiamoli», i vigili del fuoco in piazza contro «politiche fatte di tagli irresponsabili al soccorso tecnico urgente necessario a garantire l'incolumità dei cittadini». Subito dietro di loro, i lavoratori dell'Isfol, in occupazione dal 5 giugno scorso per chiedere l'apertura di un tavolo sul futuro dell'ente.


A seguire, i precari della ricerca, gli autoferrotranvieri, le insegnanti dei nidi, i ferrovieri, gli aeroportuali, i dipendenti Ama, la municipalizzata dei rifiuti capitolina, i lavoratori immigrati, solo per citarne alcuni. Ma a manifestare, ieri a Roma, non c'è stato solo il mondo del lavoro. Nutrito lo spezzone di movimento dei Blocchi precari metropolitani che ha sfilato dietro a un cordone di carrelli della spesa «svuotati da Monti e Fornero». Movimenti in piazza con «il sindacato conflittuale per esercitare una rottura non formale con quello della complicità» ma anche per affermare che «la battaglia contro i decreti del governo Monti non è solo una questione relativa alla precarietà lavorativa ma una condizione di vita, soprattutto nelle periferie». In piazza anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero, e Giorgio Cremaschi, Rete 28 aprile Cgil, che ha parlato di «guerra contro il mondo del lavoro cui è necessario opporre una reazione sociale adeguata».


Verso mezzogiorno il caldo è talmente forte che il corteo, ormai confluito su via Cavour, occupa quasi spontaneamente solo la parte di strada protetta dall'ombra creata dai palazzi. Mentre i lavoratori sfilano verso via dei Fori Imperiali, dallo spezzone di movimento partono alcune uova contro le agenzie immobiliari della Pirelli Re e della vicina Tecnocasa, «perché la rendita in questa città ti fa diventare la vita un inferno». Sanzionato lungo il percorso anche il Grand Hotel Palatino come «saluto ai ricchi». Attraverso Piazza Venezia, la manifestazione raggiunge la destinazione finale: una Piazza SS Apostoli già presidiata, fin da lunedì scorso, dagli inquilini degli enti previdenziali «privatizzati», organizzati dall'Asia Usb, in sciopero della fame contro la dismissione delle proprie case. Ed è qui che un bancomat della Deutsche Bank viene simbolicamente murato da attivisti armati di fumogeni e maschere dei diversi capi di governo Ue.


Lunedì si tornerà a Piazza SS Apostoli con una tendopoli «per presidiare tutta la discussione della riforma del lavoro fino al voto finale previsto per il 27 giugno». Un appuntamento che per Roma diventerà un'assemblea cittadina (alle 17) contro gli Stati generali del sociale organizzati dal sindaco Gianni Alemanno, per il 26 e il 27 giugno. Quel giorno, a sostenere la «vetrina di un welfare inesistente» ci sarà la ministra Elsa Fornero.


23 giugno 2012 - Il Sole 24 Ore

Trasporti. La protesta Sea blocca Linate - In 20mila nella capitale Mezzi pubblici fermi Roma e Milano in tilt

Disagi ieri per i passeggeri degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa a causa dello sciopero Sea. L'agitazione in contemporanea con lo sciopero del trasporto locale
LA POLEMICA La Cgil annuncia azioni legali contro la holding Negli scali lombardi sono stati cancellati 66 voli in partenza e 56 in arrivo

Milano - Traffico in tilt ieri in tutta Italia. Le città che più hanno risentito dello sciopero indetto dai sindacati del settore del trasporto pubblico e privato sono state Roma e Milano. In particolare a Milano il blocco di autobus, metro e tram si è sommato a quello degli aerei, a causa dello sciopero dei dipendenti della Sea, la società che controlla gli aeroporti di Linate e Malpensa. Per quanto riguarda il trasporto cittadino, i lavoratori hanno incrociato le braccia per 24 ore (garantendo le fasce orarie protette) contro la riforma delle pensioni e del lavoro del ministro Fornero. A Roma i disagi sono iniziati alle 8,30. Poi in tarda mattinata è cominciata la manifestazione di migliaia di persone all'interno del centro storico. Nella capitale è già battaglia delle cifre: per il sindacato Usb, che ha proclamato lo sciopero insieme a Cub, Cib-Unicobas, Snater, Usi, Si-Cobas, l'adesione dei lavoratori sarebbe superiore al 70% in Atac e del 50% in Cotral, mentre l'agenzia per la mobilità riporta in una nota che secondo quanto rilevato dall'Atac l'adesione è pari al 41 per cento. Alla manifestazione, secondo gli organizzatori, hanno partecipato in 20mila. Non sono mancati gli eccessi: in piazza Santi Apostoli è stato murato uno sportello bancario di Deutsche Bank, e tutta la zona è stata presidiata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Anche a Milano (dove l'Area C è stata sospesa per l'intera giornata) sono stati circa 20mila i manifestanti nel centro cittadino. Qui in testa al corteo c'era una delegazione dell'Emilia Romagna, esclusa dallo sciopero a causa del sisma. Molte le rappresentanze dei lavoratori: dalla Fiat Mirafiori alla Fomas di Lecco. A Milano, dove i lavoratori del trasporto locale si sono fermati a partire dalle 8,45, la situazione è diventata più complicata con lo sciopero di Sea e Sea handling (la partecipata che si occupa del carico e scarico), che ha causato la cancellazione di 120 voli negli aeroporti di Linate e Malpensa. La protesta è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la privatizzazione della Sea da parte del Comune di Milano, l'azionista di riferimento. A Linate sono saltati 42 voli in partenza e 35 in arrivo; a Malpensa 21 voli in arrivo e 22 in partenza. Molti i disagi tra i passeggeri, nonostante gli avvisi dei giorni scorsi. Anche qui i lavoratori, che hanno aderito all'iniziativa per soltanto per il 15-20%, hanno incrociato le braccia per 24 ore. Qui è polemica sulle fasce garantite e sulla partecipazione: secondo quanto riferito dalla Cgil, lo sciopero è stato penalizzato dalla decisione di Sea di imporre un numero di voli garantiti superiore al 20% stabilito per legge, con conseguente necessità di comandare in servizio un numero di lavoratori superiore al 33 percento. Proprio per questo il sindacato ha annunciato azioni legali contro la società.