NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO !!!

NO ai tagli all’assistenza e al salario degli operatori

NO alla crisi della Sanità scaricata sui cittadini e sui lavoratori

Salerno -

La Sanità pubblica nella Regione Campania è da sempre agli ultimi posti in Italia, per numero di posti letto, di operatori e attrezzature per numero di abitanti.

 

La Sanità pubblica in Campania è al primo posto per emigrazione sanitaria dei propri cittadini, verso altre Regioni, altri paesi e verso strutture sanitarie private.

 

Nella Regione Campania c’è il maggior numero di strutture sanitarie private, tra accreditate e non accreditate d’Italia, con un vero e proprio monopolio in alcune branche specialistiche come la riabilitazione.

 

A causa dei lavori di ristrutturazione (ex art. 20 L. 67/88) che non sono mai iniziati o che si protraggono da circa 10 anni, alcuni Ospedali pubblici funzionano parzialmente, con conseguenti tempi d’attesa insopportabili e ammalati sulle  barelle, favorendo così l’attività privata, interna ed esterna.

 

Molte camere operatorie ed ambulatori degli ospedali pubblici, stranamente funzionano  parzialmente solo di mattina, favorendo oggettivamente le attività dei privati.

 

Molti responsabili e coordinatori di reparti, dipartimenti e servizi, nelle strutture sanitarie pubbliche, lo sono perché non hanno reparti e/o dipartimenti;

 

Eccessivo ricorso agli incarichi di consulenza, aumento della spesa per contenzioso legale, proliferare del conferimento di incarichi spesso per strutture sanitarie esistenti solo sulla carta, sono la costante di tutte le gestioni “manageriali”.

 

Con l’applicazione massima delle imposte locali, dei ticket e dell’abuso dell’attività privata a pagamento dentro e fuori le strutture sanitarie pubbliche, per i cittadini della Regione Campania, l’assistenza sanitaria è peggiore e costa più.

 

Non consentiamo ulteriormente il saccheggio delle risorse pubbliche ai principali responsabili di questo disastro, che invece di dimettersi continuano a difendere le loro poltrone, scaricando sui cittadini e sui lavoratori l’enorme debito (circa 10 miliardi di Euro), prodotto  dalla loro politica scellerata.

 

NO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI !NO AI TAGLI ALL’ASSISTENZA E AL SALARIO DEGLI OPERATORI !FUORI DAL GOVERNO REGIONALE I POLITICI RESPONSABILI DEL DISASTRO !SI AD UNA SANITA’ PUBBLICA MIGLIORE E DEI CITTADINI ! 

In questo contesto drammatico, la Provincia di Salerno è quella più penalizzata dal piano di rientro dal deficit e dai tagli che ne stanno per conseguire:


•    3 Ospedali usciranno fuori dalla rete dell’emergenza (Roccadaspide, Agropoli e Mercato san Severino)


•    2 Ospedali verranno completamente dismessi (Da Procida e Pagani)


•   5 Ospedali saranno riclassificati (Cava de’ Tirreni, Oliveto Citra, Sarno, Sapri, Scafati)

con un saldo negativo totale di – 198 p.l. su tutta la Provincia.

 

La R.d.B./CUB, contro le incoerenze del piano di rientro e a difesa degli interessi reali dei cittadini e dei lavoratori, organizza in tutti gli Ospedali campani presidi di protesta contro i tagli alla Sanità pubblica in Campania, secondo il seguente calendario per la provincia di Salerno:

•    Lunedì 24 novembre ore 9,30 = Salerno – stazione ferroviaria

•    Mercoledì 26 novembre ore 08.00 = Ospedale di Roccadaspide

•    Mercoledì 26 novembre ore 10.00 = Ospedale di Agropoli

•    Lunedì 01 dicembre ore 08.00  = Ospedale di Cava de’ Tirreni

•    Lunedì 01 dicembre ore 10.00  = Ospedale di Nocera Inferiore

Il presidio, avverrà attraverso volantinaggio, megafonaggio e striscioni, per informare utenti ed operatori della Sanità su quanto sta accadendo nella Sanità in Campania. Alle iniziative seguiranno conferenze stampa.

Durante tale iniziativa, saranno raccolte le firme per una petizione contro:

1)    la chiusura degli ospedali

2)    la riduzione del personale

3)    la riduzione dei salari dei lavoratori della sanità

 

I CITTADINI E I LAVORATORI SONO INVITATI A PARTECIPARE

 

Federazione Provinciale Sanità – RdB Salerno

 


26 novembre 2008 - La Città di Salerno

Sit in di protesta dei privati

Salerno - Una cinquantina di aderenti alle rappresentanze sindacali di base (Rdb/Cub) degli operatori sanitari campani hanno manifestato, ieri mattina, all’esterno della sede del consiglio regionale a Napoli contro i tagli previsti dalle misure di rientro dal deficit della sanitá. "No ai tagli all’assistenza e agli stipendi degli operatori" e "La crisi della sanitá non la devono pagare gli utenti e gli operatori sanitari" erano gli slogan dei partecipanti alla protesta. Sul posto è giunta anche la polizia per monitorare la situazione. Intanto dall’Asl Salerno 2 fanno sapere che alcune strutture private convenzionate hanno sospeso l’erogazione delle prestazioni, essendo stati raggiunti i tetti fissati. I cittadini che abbiano necessitá di effettuare esami diagnostici o prestazioni specialistiche ambulatoriali, sono pertanto invitati a rivolgersi alle strutture pubbliche, presso tutti i distretti ed i presidi ospedalieri. Si precisa che non è prevista l’assistenza indiretta, ovvero il rimborso per le prestazioni usufruite "fuori tetto". per saperne di più si può consultare la pagina 755 di Televideo o il sito web www.aslsalerno2.it.

Volantinaggio e raccolta firme contro i tagli ad Agropoli e Roccadaspide
Presidio di protesta davanti agli ospedali

Agropoli- Un presìdio di protesta davanti agli ospedali di Agropoli e Roccadaspide e l’avvio di una petizione per dire no ai tagli nella sanitá. Sono le iniziative promosse dalla Federazione provinciale sanitá - RdB Salerno. I presidi sono stati programmati per oggi alle 8 davanti al presidio sanitario di Roccadaspide e alle 10 all’ospedale di Agropoli. Le proteste si concretizzeranno attraverso l’attivitá di volantinaggio per informare utenti ed operatori della sanitá su quanto sta accadendo in Campania. Nel corso dei presidi saranno raccolte le firme contro la chiusura degli ospedali e la riduzione del personale e dei salari dei lavoratori della sanitá. «Non consentiremo ulteriormente il saccheggio delle risorse pubbliche - afferma il dirigente provinciale Rdb-Cub, Vito Storniello - ai principali responsabili di questo disastro, che invece di dimettersi continuano a difendere le loro poltrone, scaricando sui cittadini e sui lavoratori il debito, di circa 10 miliardi di euro, prodotto dalla loro politica scellerata. La provincia di Salerno è la più penalizzata dal piano di rientro dal deficit e dai tagli nella sanitá». Contro l’ipotesi della soppressione del pronto soccorso e di alcuni reparti strategici dell’ospedale di Agropoli e degli altri presidi sanitari, ha iniziato un’azione di protesta anche la Federazione sindacati indipendenti di Salerno che lunedì ha organizzato una manifestazione provinciale. «La giunta regionale ha cancellato in un solo colpo dei servizi fondamentali - afferma il segretario generale Fsi, Rolando Scotillo - una decisione che pone a rischio la salute e il posto di lavoro di migliaia di cittadini. Chiediamo che il maxiemendamento dei consiglieri salernitani sia votato all’unanimitá». Il depotenziamento dell’ospedale di Agropoli, che assume una nuova configurazione di polo oncologico, ha sollevato il dissenso anche di don Bruno Lancuba che, dal pulpito, ha invitato i fedeli alla mobilitazione.


2 dicembre 2008 - La Città di Salerno

«Basta tagli alla sanitá» Ieri la dura protesta davanti all’ospedale
I sindacati denunciano "Sprechi e clientele solo per favorire strutture private"
di Gianpaolo Bisogno

Salerno - "No ai tagli della sanitá pubblica". Ieri mattina, davanti al plesso di Nocera Inferiore degli Ospedali Riuniti delle Tre Valli, le Rappresentanze Sindacali di Base, hanno protestato con bandiere e striscioni, diffondendo anche un volantino. «In pochi anni la sanitá pubblica italiana è passata dal secondo posto nel mondo, all’ultimo posto in Europa». «Nella Regione Campania è da sempre agli ultimi posti in Italia, per numero di posti letto, di operatori e attrezzature per numero di abitanti. Risulta, invece, in vetta per emigrazione sanitaria dei propri cittadini verso altre Regioni, altri paesi e verso strutture sanitarie private. Nella Regione Campania c’è il maggior numero di strutture sanitarie private, convenzionate e non d’Italia, e la monopolizzazione totale di alcune specialistiche come la riabilitazione». All’analisi della situazione segue una denuncia. «I politici locali e nazionali che decidono le sorti della sanitá pubblica, quando hanno avuto problemi di salute, non si sono mai rivolti alle strutture sanitarie pubbliche della loro Regione ma a strutture prevalentemente private, di altre Regioni o di altri paesi. Molti ospedali pubblici, a causa di lavori di ristrutturazione da circa 10 anni volutamente funzionano parzialmente solo di mattina, per favorire le attivitá private e discreditare il pubblico. Molti responsabili e coordinatori di reparti, dipartimenti e servizi, nelle strutture sanitarie pubbliche, lo sono solo sulla carta perché non hanno reparti e dipartimenti. Molte consulenze, nelle strutture sanitarie pubbliche non erano o non sono necessarie e vengono affidate ad ex dipendenti e sindacalisti, in modo discrezionale e clientelare. Uno sperpero reso possibile con l’applicazione massima delle imposte locali, del ticket e dell’abuso dell’attivitá privata a pagamento. Per i cittadini l’assistenza sanitaria è peggiore e costa di più».

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