RIFORMA IRPEF e RESIDUO RIVALUTAZIONE 2023

Nel mese di Agosto 2023 è stata approvata la delega fiscale ed ora i Ministeri coinvolti dovranno provvedere all’attuazione con propri decreti.

Salerno -

È l’ennesimo tentativo di Riforma fiscale che coinvolgerà sia le pensioni che i redditi in generale e che non è radicale, ma appare come il “solito pannicello caldo” con il quale questo esecutivo dimostra di non attenzionare quelle che sono le categorie più svantaggiate della popolazione, avendolo già ampiamente  dimostrato, con la “pura cattiveria”, perpetrata con i suoi componenti, nei confronti di coloro che percepivano il Reddito di Cittadinanza (UNA “GUERRA AI POVERI” IN DISPREGIO DELLA COSTITUZIONE, NEL MENTRE SI ASSISTE AL RIPRISTINO DI QUELLA MISURA “SCANDALOSA” denominata VITALIZIO a favore solo di sé stessi).

La USB PENSIONATI ha in corso una Campagna di Informazione con una VERTENZA per un CONTRATTO SOCIALE, riassunta in un Opuscolo proposto da USB PENSIONATI BENEVENTO al COORDINAMENTO NAZIONALE USB PENSIONATI, che è stato ampiamente discusso ed approvato all’unanimità, con il quale si ritiene necessario, proprio per le PENSIONI che non hanno altro “SALVAGENTE” (tipo il CCNL per i Lavoratori), effettuare una revisione approfondita con norme che tengano conto della peculiarità di una Categoria che oggi, anche con la REVISIONE DEL SISTEMA DI CALCOLO DELLA RIVALUTAZIONE “in pejus” fatta l’anno scorso da questo Governo Autoritario e lontano dai Cittadini, vede peggiorare le proprie condizioni pur in presenza di contribuzione versata per anni e non solo per “una legislatura”.

La revisione delle aliquote Irpef interesserebbe redditi a partire da 15mila euro in su e cioè pensioni lorde dai 1.150 euro in poi con aumenti insignificanti estesi a tutti i redditi medi, mentre la fetta più sostanziosa, il grosso degli aumenti, va soprattutto ai redditi di chi ha per sé e per le generazioni a venire.

L’ex governo delle banche, con Draghi a reggere la bandiera, le aliquote sono scese da cinque a quattro (23-25-35-43%), ma nel frattempo vengono modificate le detrazioni, rendendo irrilevante, rispetto all’inflazione, qualsiasi variazione positiva.

Ora, questo Esecutivo, con a capo una che, quando era all’opposizione, si agitava, pur sapendo di non dire la verità, che, a chiacchiere,  voleva rivoluzionare il mondo e che ora ha abbassato le ali, sbattendole soltanto per andare contro chi non la pensa come come lei (vedi Torino e le manganellate agli STUDENTI, i quali dovrebbero essere il FUTURO DELLA NAZIONE, perché, come scriveva Petrarca: …TUTTI TORNATE ALLA GRAN MADRE ANTICA…), potrebbe rivedere nuovamente le aliquote, portandole a tre (23-27-43%) ma, ATTENZIONE, mettendo mano alle possibilità di deduzioni e detrazioni, anziché rivolgere maggiore attenzione a chi ha redditi elevati, il cui contributo, in termini di tasse, potrebbe e dovrebbe essere più sostanzioso secondo la Carta Costituzionale. Continuano, intanto, pensioni da decine di migliaia di euro al mese, erogate ancora oggi…(sic!).

Giusto poche righe sulla RIVALUTAZIONE residua 2023 (0,8% residuo da Gennaio 2023) sbandierata su vari Organi di Stampa come un AUMENTO EPOCALE e che sarebbe anticipata a Novembre o Dicembre 2023: con le aliquote IRPEF ed il taglio percentuale delle RIVALUTAZIONI DELLE PENSIONI che non è più a FASCE ma con aliquota SECCA tagliata in base all’importo da quest’anno, cioè non funziona più come l’IRPEF per intenderci, come previsto dalla legge di bilancio per il 2023, gli aumenti netti saranno insignificanti!!!

SEMPRE PEGGIO, MA USB PENSIONATI C’E’, DENUNCIA OGNI NEFANDEZZA E NON MOLLA!

IL CONTRATTO SOCIALE È LA STRADA MAESTRA!

 

©Vincenzo Bottiglieri

COORDINAMENTO USB PENSIONATI