USB Salerno con il comitato NO dicarica a Battipaglia

Battipaglia -

 

 

La Federazione Provinciale USB di Salerno aderisce al comitato "No alla discarica di Battipaglia" e ha partecipato alla manifestazione popolare svolta stamattina per le strade della città di Battipaglia.

 

AZIONI ED OBIETTIVI PER NON MORIRE DI RIFIUTI

 

Il Comitato “No alla Discarica a Battipaglia”, a cui hanno aderito sinora circa 20 associazioni, si è costituito lo scorso novembre per far fronte al pericolo della apertura dell’ennesima discarica nella nostra città e per sollecitare le amministrazioni locali ad intraprendere azioni concrete finalizzate a scongiurarne la realizzazione e salvaguardare la salute e la qualità della vita dei cittadini.

Il sito di discarica individuato è, infatti, ubicato in un territorio già dilaniato da sversamenti illeciti di varia natura, sede di più discariche mai bonificate, di un impianto STIR che tratta i rifiuti dell’intera provincia, di aziende private che trattano e stoccano ingenti quantità di rifiuti, nonché costellato da numerose micro discariche e siti inquinati. Inoltre, tutta l’area compresa tra i Comuni di Eboli e Montecorvino Pugliano, senza escludere quelli di Bellizzi e Olevano, è stata a lungo mortificata da una scellerata politica che ha acconsentito a che il nostro orizzonte visivo fosse divorato dalle cave. Queste, una volta dismesse, costituiscono siti ideali per lo smaltimento finale dei rifiuti: un ciclo perverso che rimanda la risoluzione del problema di una corretta gestione dei rifiuti al momento della saturazione della cava, piuttosto che risolverlo in via definitiva.

 

Queste le premesse. A maggio 2011 il Commissario prefettizio Tino Vardè, su incarico dalla Regione Campania, delega la Provincia di Salerno a segnalare siti idonei alla realizzazione di “discariche d’ambito” per far fronte alla nuova emergenza. La problematica è diretta conseguenza di una sentenza (n°4915\2011 del Tar del Lazio) che “ha impedito il conferimento fuori regione dei rifiuti prodotti dagli impianti STIR”.

 

Consegnato a settembre 2011, lo studio della Provincia, a firma del prof. Vincenzo Belgiorno in qualità di coordinatore del gruppo di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università di Salerno (SEED), segnala tre siti idonei entro il nostro comprensorio, dei quali la più indiziata sembra essere la cava di proprietà Immediata, alla via Praga in località Serroni. Tuttavia emerge fin da subito che il lavoro è stato condotto avvalendosi esclusivamente di cartografie e senza un’analisi dei reciproci contesti sociali ed ambientali di riferimento, e senza alcun sopralluogo multidisciplinare. Il 24 ottobre 2011 l’amministrazione di Battipaglia, dopo aver convocato una riunione con i 25 sindaci del proprio ambito, risponde pertanto con le proprie “Osservazioni tecniche” in cui confluiscono le motivazioni scientifiche che osterebbero all’apertura della discarica in oggetto.

Il Comune di Battipaglia, pur opponendosi con un perentorio NO, non è ancora riuscito a condividere con i comuni del proprio Ambito una proposta alternativa percorribile, come successo invece a Caggiano o a Laurito, comuni che hanno condiviso con il nostro la medesima sorte, ma i cui rappresentanti hanno avuto la meglio concordando con gli omologhi del proprio ambito una proposta alternativa accolta dalla Provincia. Questa di fatto l’unica strada percorribile per scongiurare il pericolo discarica a Battipaglia: i primi cittadini del nostro comprensorio d’Ambito dal 24 ottobre 2011, però, non risulta abbiano partecipato ad altre riunioni convocate a questo scopo, nonostante fossero state annunciate proprio dal sindaco Giovanni Santomauro. Questo almeno fino al 29 gennaio 2011 quando la questione della discarica viene impugnata da Fernando Zara, ex-sindaco di Battipaglia ed attuale Presidente del Consiglio Provinciale, il quale convoca presso il Palazzo sant’Agostino una riunione con tutti i sindaci dell’Ambito, a cui partecipano anche i rappresentanti del Comitato “No alla discarica”.

Dall’incontro emerge in modo esplicito la necessità che il Comune designato ad ospitare la discarica studi un’alternativa valida di concerto con gli altri municipi del proprio Ambito. Il termine per la consegna del lavoro è fissato al 20 gennaio 2012, mentre per il 5 gennaio 2012 è prevista la convocazione della riunione a Battipaglia dei sindaci dell’Ambito per studiare una soluzione alternativa. Il Comitato “No alla discarica” in quella sede non ha avuto remore a sottolineare come il NO nel nostro caso sia una questione di natura sociale prima ancora che tecnica, data l’elevata mortalità per tumori, i tanti fattori inquinanti cui la cittadinanza è esposta, e l’esasperazione della stessa a vivere da anni in una precaria situazione di vivibilità ambientale.

 

A monte del problema rifiuti e del perentorio NO senza condizioni alla discarica a Battipaglia c’è dunque un problema di natura sociale, che impone la tutela del territorio con sane politiche di recupero e di bonifica, e con esso la salute dei cittadini, i quali vedono negarsi finanche una spiegazione valida e ponderata al netto aumento delle morti “non naturali”, per le quali la rassicurazione più abusata è la negazione dell’esistenza di un rapporto di causa-effetto con le varie fonti di inquinamento pure presenti, non ultime le discariche appunto, sul territorio. Negazione tuttavia non supportata da alcuna indagine scientifica.

 

Queste alcune delle motivazioni che i rappresentanti del Comitato hanno esposto in più sedi in questi mesi di lavoro assiduo, come durante l’incontro dello scorso 23 dicembre con l’Assessore provinciale all’Ambiente Antonio Fasolino, o come il 4 gennaio con il sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro e con l’Assessore comunale all’Ambiente Massimiliano Casillo.


Tante le azioni di sensibilizzazione portate avanti dal Comitato per il No, per le strade della città con distribuzione di volantini e affissione di striscioni e con assemblee pubbliche, nonché attraverso i principali social network, al fine di coinvolgere la cittadinanza e infrangere il muro di rassegnato fatalismo che sembra avvolgerla, che ora sottovaluta l’immediato pericolo, alla stregua dei nostri rappresentanti, ora, aspetto ancora più allarmante, esprime tutta la propria sfiducia nelle istituzioni, tacciando di velleitarismo qualunque forma di impegno davanti a decisioni già prese per l’interesse economico e politico di pochi ed a danno dei più.

Ma è forse utile snocciolare qualche fatto e qualche dato. Come detto, le motivazioni alla base del No alla apertura di una nuova discarica a Battipaglia sono molteplici e affondano soprattutto nell’attuale situazione ambientale in cui ricade la città. La presenza di numerosi e gravi fattori di rischio, nonché di siti altamente inquinati, caratterizza la città come un territorio già gravato negli ultimi trent’anni da un eccessivo peso sull’ambiente, tanto da rientrare alla luce dell’Accordo di programma siglato il 18 luglio 2008 presso il Ministero dell’Ambiente, tra i 37 Comuni campani inquinati e da bonificare.

 

In particolare sul nostro territorio si ravvisano i seguenti siti interessati a vario titolo alla gestione o allo smaltimento di rifiuti:
1. Impianto STIR Comune di Battipaglia (dove sono stoccate pure delle eco balle);
2. Impianto Nappi Sud Comune di Battipaglia;
3. Impianto Sele Ambiente Comune di Battipaglia;
4. Tre aree di stoccaggio mai bonificate sul territorio di Battipaglia e precisamente in Via Filigalardi, Via Bosco II e Viale Danimarca;
5. Discarica mai bonificata in località Grataglie, al confine tra Eboli e Battipaglia;
6. Numerose cave abusive e terreni privati dove sono state riscontrate la presenza di rifiuti tossici, come da varie sentenze e processi in corso.
7. Due discariche inquinate non bonificate in località Castelluccio Comune di Battipaglia;
8. Due vasche di stoccaggio in località Castelluccio utilizzate dal Comune di Battipaglia nell’ultima emergenza rifiuti del 2008 e mai bonificate.

 

Inoltre, nel raggio di 10 km dalla città sono presenti:
1. Discarica di Parapoti satura e non bonificata, Comune di Montecorvino Pugliano;
2. Discarica di Macchia Soprana, Comune di Serre, oggi sotto sequestro perché non idonea;
3. Discarica di Basso dell’olmo, Comune di Campagna;
4. Area di stoccaggio temporaneo di eco balle in località Coda di Volpe, Comune di Eboli;
5. Cementificio di Salerno, dove per due anni fino a luglio del 2011, alla luce del protocollo d’intesa 22/07/2009 Regione Campania-ATIEC, sono state bruciate 30.000 tonnellate di rifiuti di cui non conosciamo la provenienza;
6. Area di stoccaggio località Ostaglio, Comune di Salerno;
7. Area di stoccaggio temporaneo e trasferenza di Sardone, Comune di Giffoni Valle Piana;

 

Ulteriori agenti inquinanti, che esulano dal ciclo dei rifiuti, appurati da studi certificati sono:
1. Presenza di Amianto per una superficie totale censita pari a 123.078 mq, di cui mq 35.976 immediatamente da bonificare (fonte Comune di Battipaglia);
2. Inquinamento fluviale e marittimo dovuto alla presenza di un solo e vetusto impianto di depurazione, che riesce a servire poco meno di un terzo della popolazione;
3. Inquinamento Atmosferico accertato dall’Arpac nel febbraio scorso, che ha costatato il frequente superamento dei livelli stabiliti dalla legge per le polveri sottili e gli idrocarburi: risulta particolarmente allarmante la situazione relativa alla presenza di benzo(a)pirene, micidiale agente inquinante, oltre i limiti nei quartieri Serroni, Taverna e Belvedere;
4. Inquinamento da diserbanti e pesticidi utilizzati in agricoltura;
5. Inquinamento elettromagnetico;
6. Presenza di un importante sito abusivo di deposito di pneumatici più volte incendiato e mai bonificato;

 

Tutto ciò ci fa credere e sostenere l’esigenza che nella nostra città si avvii finalmente una nuova stagione, fatta di bonifiche e risanamento. E invece si chiuda per sempre quella fatta di ecomafie, inquinamento e morte.

 

Il Comitato permanente - No alla discarica a Battipaglia