Scandalo all'ASL di Salerno - lo strano caso del dr. House salernitano

Salerno -

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

L'ASL di Salerno (Minervini e Verrioli inclusi) sfrutta i Lavoratori
alias lo strano caso del dr. House

 

La RdB, in riferimento all'articolo pubblicato sul quotidiano "Terra" del 13 agosto 2010 dal titolo "Stipendio d’oro nell’ASL di Salerno", oltre a confermare i fatti denunciati intende rimarcare le diffuse responsabilità dei Dirigenti Aziendali coinvolti nella vicenda.

 

Infatti il dr. Minervini mente quando sostiene che: "Tutto si è risolto. Non è stata riscontrata alcuna cosa che non andasse."

 

Le ispezioni dei Dirigenti del Dipartimento di Prevenzione hanno accertato l'inadeguatezza dei locali e l’assenza dei dispositivi di protezione individuali e collettivi, come ad esempio le cappe aspiranti. 

 

Inoltre è di appena 13 giorni fa la diffida a firma dei dipendenti che lavorano nel servizio di Anatomia e Istologia Patologica che denuncia, a distanza di sette mesi dalla prima denuncia – prot. n. 000646/AD del 19.1.2010, ancora la mancanza dei predetti dispostivi.

 

Infine era la stessa struttura commissariale a conoscere sia la precarietà del servizio che la denuncia presentata a gennaio con le annesse proteste dei Lavoratori che, è bene sottolinearlo, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro per le consulenze sottoscritte dall’Azienda, non hanno percepito alcun corrispettivo mentre l’Azienda incassava centinaia di migliaia di euro.

 

(Ne beneficia pure Minervini?)

 

Diversamente il dr. Michele Verrioli ha avuto modo di farsi pagare, a nostro avviso "lautamente", questo carico di lavoro incurante della grave esposizione al rischio chimico e batteriologico al quale quotidianamente erano e continuano ad essere sottoposti i Lavoratori del Servizio di Anatomia e Istologia Patologica.

 

Ancor meno appare giustificabile il dr. Verrioli alla luce delle sue dichiarazioni di difesa: Lavorare per tre anni di seguito senza ferie sostituendo 10 unità lavorative per conto di cinque ospedali non lo esonera dalle responsabilità denunciate. Ribadiamo il concetto: avrebbe lavorato 72 ore al giorno in un contesto lavorativo delicatissimo e con una scarsissima qualità.

 

Infine si stigmatizza la deriva morale di un sistema dove a fronte di una gravissima crisi economica e finanziaria e una lacerante crisi sociale si giustificano, senza alcun valore aggiunto per i cittadini, stipendi con cifre da capogiro.

 

Auspichiamo che il nuovo Commissario avvii una indagine interna che faccia piena luce sui fatti denunciati e metta finalmente in sicurezza i Lavoratori del Servizio alla "Dr. House".

 

 

Il Coordinatore Regionale RdB USB Sanità
- Vito Storniello -

 

 



13 agosto 2010 - Terra

Stipendio d’oro nell’Asl di Salerno - Stipendio da Dr. House

La storia Michele Verrioli, direttore del laboratorio di patologia dell’ospedale di Eboli, lo scorso anno ha guadagnato oltre 650 mila euro.

L'RdB attacca: «E' assurdo».

Il direttore sanitario lo difende: «Se le è meritati».

di Giorgio Mottola

C’è un Doctor House anche in Campania. Si chiama Michele Verrioli ed è un bravo patologo. Il paragone con il medico americano però non è dovuto solo alla comune specializzazione, bensì al sorprendente onorario mensile. Pur lavorando in un piccolo ospedale della provincia di Salerno, il dottor Verrioli ha poco da invidiare al protagonista della fortunata serie televisiva. Lo scorso anno ha percepito dall’Azienda sanitaria locale di Salerno un compenso lordo di 651 mila e 343 euro. Una cifra che va ben oltre gli stipendi normali dei medici che lavorano nelle strutture pubbliche. Infatti, la busta paga di un primario in rari casi supera i 150 mila euro annui. E invece Verrioli nel 2009 avrebbe percepito, stando alla sua dichiarazione dei redditi, circa 1700 euro lordi al giorno. L’accusa è stata lanciata dal sindacato RdB di Salerno: «Ci pare assurdo – denuncia il coordinatore provinciale Vito Storniello - che si paghino stipendi così spropositati nonostante la sanità campana sia  sull’orlo della bancarotta e sotto organico». Insomma, nessuna via di mezzo per la sanità in Campania: da un lato onorari d’oro e dall’altra emergenza. nell’Asl di napoli, ad esempio, ogni mese ci sono problemi per il pagamento degli stipendi.

La situazione è diventata per molti insostenibile: lo scorso giugno ha avuto risalto anche sulla stampa nazionale la morte di un’infermiera napoletana, non pagata da mesi, che aveva adottato come forma estrema di lotta l’autosalasso del sangue. In realtà, il compenso base di Verrioli, che è direttore del laboratorio di Anatomia patologica dell’ospedale civico di Eboli, ammonterebbe a 107 mila euro all’anno. I restanti 550 mila derivano dalle consulenze che il medico ha prestato ai nosocomi delle altre Asl della provincia. Tutti i presidi sanitari a sud di salerno si rivolgono infatti al centro di analisi ebolitano, non disponendo di uno proprio. E secondo la convenzione, in vigore fino allo scorso anno, per ciascuno degli esami, che sono stati richiesti al suo laboratorio da strutture esterne a quella in cui lavora, Verrioli ha percepito un compenso stabilito dal tariffario regionale. La spiegazione sarebbe insomma: tanto duro lavoro. «Ho svolto le analisi per 5 ospedali contemporaneamente – dice Michele Verrioli – In pratica, da solo ho sostituito 10 unità lavorative. Non vado in ferie da tre anni. A queste condizioni mi sembra che la cifra, in cui sono compresi anche gli arretrati degli anni passati, sia più che giustificabile».

Ma  l’Rdb non si accontenta della risposta: «Per arrivare a quella somma – è il ragionamento di Storniello – il medico avrebbe do- vuto lavorare circa 72 ore al giorno. Come si fa a garantire la qualità, che è essenziale vista la delicatezza del suo incarico? siamo direttamente a conoscenza di diagnosi sbagliate uscite da quel laboratorio». Mario Minervini, direttore sanitario dell’Ospedale di Eboli e navigato dirigente della sanità campana dai tempi della prima Repubblica, la pensa diversamente: «non sono qual è lo stipendio di Verrioli, che è uno stimatissimo professionista. Ma credo che seppure avesse guadagnato tutti quei soldi, se li è meritati per il lavoro che svolge».

Qualche mese fa, il laboratorio di Anatomia patologica di Eboli era stato al centro di un’altra polemica. Alcuni tra gli opertori del centro di analisi avevano scritto, lo scorso gennaio, una lettera ai dirigenti, in cui denunciavano che «gli ambienti di lavoro sono assolutamente inadeguati sia dal punto di vista igienico che dal punto di vista chimico». Avevano segnalato in particolare il ritrovamento di topi e l’assenza di cappe e di macchinari per il ricambio di aria nonostante l’utilizzo quotidiano di reagenti tossici e nocivi. «Possibile che possa guadagnare 600 mila euro il direttore di un laboratorio che versa in queste condizioni?», è la domanda provocatoria del coordinatore provinciale dell’Rdb. Alla denuncia sono seguiti i controlli dei nas. Ma sulla vicenda Minervini assicura: «Tutto  si è risolto, non è stata riscontrata alcuna cosa che non andasse»


13 agosto 2010 - Corriere del Mezzogiorno

Eboli, stipendio da record nell'Asl: 1700 euro al giorno al dirigente

La denuncia dell'Rdb: «Assurdo guadagnare così tanto»

La difesa del direttore: «Sono compensi per consulenze»

di Giorgio Mottola

SALERNO - Lavorare come medico nella sanità pubblica in Campania non è sempre un tragedia. C'è chi, in un piccolo ospedale come quello di Eboli, lo scorso anno è riuscito a guadagnare 651 mila euro. Il contribuente dal ricco 730 è Michele Verrioli, direttore del laboratorio di anatomia patologica del Maria Santissima Addolorata di Eboli. In casi normali un primario di una struttura pubblica non va oltre i 150 mila euro all'anno. Il medico in questione invece, nel 2009 avrebbe percepito, stando alla sua dichiarazione dei redditi, circa 1700 euro lordi al giorno. L’accusa è stata lanciata dal sindacato Rdb di Salerno: «Ci pare assurdo – denuncia il coordinatore provinciale Vito Storniello - che si paghino stipendi così spropositati nonostante la sanità campana sia sull’orlo della bancarotta e sotto organico». In realtà, il compenso base di Michele Verrioli ammonterebbe a 107 mila euro all’anno.

Come si è arrivati alla cifra record di 651 mila euro? I restanti 550 mila derivano dalle consulenze che il medico ha prestato ai noscomi delle altre Asl della provincia. Tutti i presidi sanitari a sud di Salerno si rivolgono infatti al centro di analisi ebolitano, non disponendo di uno proprio. E secondo la convenzione, in vigore fino allo scorso anno, per ciascuno degli esami, che sono stati richiesti al suo laboratorio da strutture esterne a quella in cui lavora, Verrioli ha percepito un compenso stabilito dal tariffario regionale. Lo stesso Verrioli ha spiegato: «Ho svolto le analisi per 5 ospedali contemporaneamente – dice Michele Verrioli – In pratica, da solo ho sostituito 10 unità lavorative. Non vado in ferie da tre anni. A queste condizioni mi sembra che la cifra, in cui sono compresi anche gli arretrati degli anni passati, sia più che giustificabile». Ma l’Rdb non si è accontentata della risposta: «Per arrivare a quella somma – è il ragionamento di Storniello – il medico avrebbe dovuto lavorare circa 72 ore al giorno. Come si fa a garantire la qualità, che è essenziale vista la delicatezza del suo incarico? Siamo direttamente a conoscenza di diagnosi sbagliate uscite da quel laboratorio».

Minervini, il direttore sanitario dell'ospedale di Eboli ha invece preso le sue difese: «Non so qual è lo stipendio di Verrioli, che è uno stimatissimo professionista. Ma credo che seppure avesse guadagnato tutti quei soldi, se li è meritati per il lavoro che svolge». A gennaio il laboratorio diretto da Verrioli era stato oggetto di una denuncia da parte di alcuni operatori. Numerosi dipendenti del centro analisi avevano segnalato condizioni di lavoro non idonee. In particolare, nella lettera inviata ai dirigenti, si faceva riferimento al ritrovamento di topi e all'assenza di cappe per l'areazione, indispensabili a causa dell'utilizzo quotidiano di reagenti chimici e sostanze nocive.


14 agosto 2010 - Italia news

L’ASL di Salerno sfrutta i Lavoratori alias lo strano caso del dr. House


"La RdB, in riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano "Terra" del 13 agosto 2010 dal titolo "Stipendio d’oro nell’ASL di Salerno", oltre a confermare i fatti denunciati intende rimarcare le diffuse responsabilità dei Dirigenti Aziendali coinvolti nella vicenda. Infatti il dr. Minervini mente quando sostiene che: "Tutto si è risolto. Non è stata riscontrata alcuna cosa che non andasse." Le ispezioni dei Dirigenti del Dipartimento di Prevenzione hanno accertato l’inadeguatezza dei locali e l’assenza dei dispositivi di protezione individuali e collettivi, come ad esempio le cappe aspiranti. Inoltre è di appena 13 giorni fa la diffida a firma dei dipendenti che lavorano nel servizio di Anatomia e Istologia Patologica che denuncia, a distanza di sette mesi dalla prima denuncia – prot. n. 000646/AD del 19.1.2010, ancora la mancanza dei predetti dispostivi. Infine era la stessa struttura commissariale a conoscere sia la precarietà del servizio che la denuncia presentata a gennaio con le annesse proteste dei Lavoratori che, è bene sottolinearlo, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro per le consulenze sottoscritte dall’Azienda, non hanno percepito alcun corrispettivo mentre l’Azienda incassava centinaia di migliaia di euro. (Ne beneficia pure Minervini?) Diversamente il dr. Michele Verrioli ha avuto modo di farsi pagare, a nostro avviso "lautamente", questo carico di lavoro incurante della grave esposizione al rischio chimico e batteriologico al quale quotidianamente erano e continuano ad essere sottoposti i Lavoratori del Servizio di Anatomia e Istologia Patologica. Ancor meno appare giustificabile il dr. Verrioli alla luce delle sue dichiarazioni di difesa: Lavorare per tre anni di seguito senza ferie sostituendo 10 unità lavorative per conto di cinque ospedali non lo esonera dalle responsabilità denunciate. Ribadiamo il concetto: avrebbe lavorato 72 ore al giorno in un contesto lavorativo delicatissimo e con una scarsissima qualità. Infine si stigmatizza la deriva morale di un sistema dove a fronte di una gravissima crisi economica e finanziaria e una lacerante crisi sociale si giustificano, senza alcun valore aggiunto per i cittadini, stipendi con cifre da capogiro. Auspichiamo che il nuovo Commissario avvii una indagine interna che faccia piena luce sui fatti denunciati e metta finalmente in sicurezza i Lavoratori del Servizio alla "Dr. House".

Il Coordinatore Regionale RdB USB Sanità - Vito Storniello -


14 agosto 2010 – Cronache del Mezzogiorno

IL MEDICO DALLO STIPENDIO D’ORO
L’anatomo-patologo Michele Verrioli nel 2009 ha guadagnato 651mila euro pari a 1700 al giorno. Rdb: «De Simone apra un'inchiesta interna». L'organizzazione sindacale ha confermato le accuse lanciate dal mass media e auspica un chiarimento

Salerno - La Rdb chiede al neo commissario dell'Asl Francesco De Simone l'avvio di un'indagine interna che faccia piena luce sull'intera vicenda che è stata denunciata. La Rdb di Salerno oltre a conferma i fatti denunciati dal quotidiano Terra intende rimarcare le diffuse responsabilità dei Dirigenti Aziendali coinvolti nella vicenda. «Infatti il dottor Minervini - si legge in una nota dell'organizzazione sindacale, sezione di Salerno - mente quando sostiene che: Tutto si è risolto. Non è stata riscontrata alcuna cosa che non andasse. Le ispezioni dei Dirigenti del Dipartimento di Prevenzione hanno accertato l'inadeguatezza dei locali e l'assenza dei dispositivi di protezione individuali e collettivi, come ad esempio le cappe aspiranti. Inoltre è di appena 13 giorni fa la diffida a firma dei dipendenti che lavorano nel servizio di Anatomia e Istologia Patologica che denuncia, a distanza di sette mesi dalla prima denuncia - protocollo numero 000646/AD del 19.1.2010, ancora la mancanza dei predetti dispostivi. Infine era la stessa struttura commissariale a conoscere sia la precarietà del servizio che la denuncia presentata a gennaio con le annesse proteste dei Lavoratori che, è bene sottolinearlo, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro per le consulenze sottoscritte dall'Azienda, non hanno percepito alcun corrispettivo mentre l'Azienda incassava centinaia di migliaia di euro. (Ne beneficia pure Minervini?) Diversamente il dottor Michele Verrioli ha avuto modo di farsi pagare, a nostro avviso "lautamente", questo carico di lavoro incurante della grave esposizione al rischio chimico e batteriologico al quale quotidianamente erano e continuano ad essere sottoposti i Lavoratori del Servizio di Anatomia e Istologia Patologica. Ancor meno appare giustificabile il dr. Verrioli alla luce delle sue dichiarazioni di difesa: Lavorare per tre anni di seguito senza ferie sostituendo 10 unità lavorative per conto di cinque ospedali non lo esonera dalle responsabilità denunciate. Ribadiamo il concetto: avrebbe lavorato 72 ore al giorno in un contesto lavorativo delicatissimo e con una scarsissima qualità. Infine si stigmatizza la deriva morale di un sistema dove a fronte di una gravissima crisi economica e finanziaria e una lacerante crisi sociale si giustificano, senza alcun valore aggiunto per i cittadini, stipendi con cifre da capogiro. Auspichiamo che il nuovo Commissario avvii una indagine interna che faccia piena luce sui fatti denunciati e metta finalmente in sicurezza i Lavoratori del Servizio alla "Dr. House"».

Stipendio da 1700 euro al giorno per un medico dell'Asl
La notizia è apparsa in un articolo del Quotidiano Terra di ieri. Il camice bianco, in servizio all'ospedale di Eboli, si è difeso parlando di iper lavoro. Il reddito è riferito all'anno 2009

Salerno - Ha guadagnato 65lmila euro in anno, pari a 1700 euro lordi al giorno. E' quanto avrebbe guadagnato un medico dell'ospedale Maria Santissima addolorata di Eboli afferente all'Azienda sanitaria locale Salerno, le somme sono state pubblicate dal Quotidiano Terra - edizione di ieri. L'articolo rientra in un'inchiesta che ha portato avanti lo stesso quotidiano. Secondo quanto riportato dal collega di Terra a guadagnare, nel 2009, la somma da capogiro sarebbe stato il dottor Michele Verrioli, anatomo patologo presso la struttura sanitaria di Eboli. A lanciare l'accusa è stato il sindacato Rdb di Salerno: «Ci pare assurdo - sottolinea nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano Terra il coordinatore provinciale Vito Storniello - che si paghino stipendi così spropositati nonostante la sanità campana sia sull'orlo della bancarotta e sotto organico». Dunque una situazione che ha dell'incredibile per la sanità della regione Campania da un lato onorari d'oro e dall'altra emergenza. Nell'Asl di Napoli, ad esempio, ogni mese ci sono problemi per il pagamento degli stipendi. La situazione è diventata per molti insostenibile: lo scorso giugno ha avuto risalto anche sulla stampa nazionale la morte di un'infermiera napoletana, non pagata da mesi, che aveva adottato come forma estrema di lotta l'autosalasso del sangue. In realtà, (spiega l'articolo di Terra) il compenso base di Verrioli, che è direttore del laboratorio di Anatomia patologica dell'ospedale civico di Eboli, ammonterebbe a 107 mila euro all'anno. I restanti 550 mila derivano dalle consulenze che il medico ha prestato ai nosocomi delle altre Asl della provincia. Tutti i presidi sanitari a sud di Salerno si rivolgono infatti al centro di analisi ebolitano, non disponendo di uno proprio. E secondo la convenzione, in vigore fino allo scorso anno, per ciascuno degli esami, che sono stati richiesti al suo laboratorio da strutture esterne a quella in cui lavora, Verrioli ha percepito un compenso stabilito dal tariffario regionale. La spiegazione sarebbe insomma: tanto duro lavoro. «Ho svolto le analisi per 5 ospedali contemporaneamente - dice Michele Verrioli - In pratica, da solo ho sostituito 10 unità lavorative. Non vado in ferie da tre anni. A queste condizioni mi sembra che la cifra, in cui sono compresi anche gli arretrati degli anni passati, sia più che giustificabile». Spiegazione, quella di Verrioli che non ha soddisfatto il sindacato: «Per arrivare a quella somma - è il ragionamento di Storniello - il medico avrebbe dovuto lavorare circa 72 ore al giorno. Come si fa a garantire la qualità, che è essenziale vista la delicatezza del suo incarico? Siamo direttamente a conoscenza di diagnosi sbagliate uscite da quel laboratorio». Mario Minervini, direttore sanitario dell'Ospedale di Eboli e navigato dirigente della sanità campana dai tempi della prima Repubblica, la pensa diversamente: «Non sono qual è lo stipendio di Verriòli, che è uno stimatissimo professionista. Ma credo che seppure avesse guadagnato tutti quei soldi, se li è meritati per il lavoro che svolge». Qualche mese fa, il laboratorio di Anatomia patologica di Eboli era stato al centro di un'altra polemica. Alcuni tra gli operatori del centro di analisi avevano scritto, lo scorso gennaio, una lettera ai dirigenti, in cui denunciavano che «gli ambienti di lavoro sono assolutamente inadeguati sia dal punto di vista igienico che dal punto di vista chimico». Avevano segnalato in particolare il ritrovamento di topi e l'assenza di cappe e di macchinari per il ricambio di aria nonostante l'utilizzo quotidiano di reagenti tossici e nocivi. «Possibile che possa guadagnare 600 mila euro il direttore di un laboratorio che versa in queste condizioni?», è la domanda provocatoria del coordinatore provinciale dell'Rdb. Alla denuncia sono seguiti i controlli dei Nas. Ma sulla vicenda Minervini assicura: «Tutto si è risolto.


15 agosto 2010 – Cronache del Mezzogiorno

Medico dell'Asl guadagna 1700 euro al giorno
IL COMMISSARIO DELL'ASL NOMINA UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA. Il Commissario straordinario dell'Asl De Simone, dopo la denuncia di Cronache, ha nominato una commissione di inchiesta per la vicenda del medico che guadagnava 1700euro al giorno.LA PROTESTA DEI SINDACATI. Forme contrattuali che consentono gli "extra", ecco come lievitano gli stipendi dei medici. E' scontro sugli onorari d'oro all'Asl di Salerno. Ad intervenire è la Cisl, con il segretario Pietro Antonacchio, il quale ha sottolineato che il contratto di un medico mette nella posizione di lavorare in autonomia ed addirittura contro l'azienda.

Salerno - All’interno dei contratti vi sono particolari norme legislative che consentono l’integrazione delle somme . Contratti definiti "attività libero professionali". Inoltre determinate norme, consentono attività aggiuntive in caso di carenze sul territorio. Quindi coprire zone senza servizi. Così piovono euro nelle tasche dei medici mentre la sanità campana è in ginocchio. Da un lato tagli selvaggi ai nosocomi di provincia con posti letto dimezzati ed ospedali accorpati per recuperare il forte disavanzo, dall'altro laute retribuzioni ai camici bianchi. E' così che il piano di razionalizzazione ospedaliera si scontra con le cifre a più zeri. Dopo la scioccante stima sui guadagni di un medico dell'ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli, è guerra aperta tra richieste di controlli ed ispezioni. «I contratti dei medici sono molto particolari, la posizione in cui si trovano è anche privilegiata sotto un certo punto di vista. E' l'unica categoria che può addirittura lavorare contro ed a scapito del proprio datore di lavoro». E' il commentato del sindacalista Antonacchio, il quale è pronto a chiedere ulteriori verifiche sulla vicenda «Adesso attendiamo di avere ulteriori certezze in merito, poi ci muoveremo per sollecitare l'azienda ad avviare indagini interne al fine di spiegare tal cifre. E' necessario fare chiarezza sul raggiungimento di simili retribuzioni; bisognerà vedere come siano state maturate e se negli istituti contrattuali vi sia qualcosa che non funzioni come dovrebbe. Abbiamo da tempo chiesto la pubblicazione degli stipendi di ogni singolo dipendente delle ex Asl Salerno 1 e 2. Dati ufficiali e verificabili. Non vi è stata ancora alcuna risposta, e per adesso sono state rese note unicamente le retribuzioni relative ai dirigenti dell'azienda. Anche in quel caso abbiamo notato cifre piuttosto alte». Scoppia il caso sul "dottor House" salernitano che ha guadagnato 651mila euro nell'anno 2009, pari a 1700 euro lordi al giorno. Stima rilevata da una inchiesta condotta dal Quotidiano Terra. La somma da capogiro sarebbe attribuibile al dottor Michele Verrioli, anatomo patologo presso la struttura ospedaliera di Eboli. In realtà, (spiega l’articolo di Terra) il compenso base di Verrioli, che è direttore del laboratorio di anatomia patologica ammonterebbe a 107 mila euro all’anno. I restanti 550 mila sarebbero consulenze che il medico ha prestato ai nosocomi delle altre Asl della provincia. Tutti i presidi sanitari a sud di Salerno si rivolgono infatti al centro di analisi ebolitano, non disponendone di uno proprio, Verrioli avrebbe percepito il compenso stabilito dal tariffario regionale. «Ho svolto le analisi per 5 ospedali contemporaneamente – ha speiegato Verrioli – In pratica, da solo ho sostituito 10 unità lavorative. Non vado in ferie da tre anni. A queste condizioni mi sembra che la cifra, in cui sono compresi anche gli arretrati degli anni passati, sia più che giustificabile». Spiegazione che non ha soddisfatto Vito Santorniello coordinatore regionale RdB Usb Sanità «Per arrivare a quella somma – ha sottolineato– il medico avrebbe dovuto lavorare circa 72 ore al giorno. Come si fa a garantire la qualità, che è essenziale vista la delicatezza del suo incarico? Siamo direttamente a conoscenza di diagnosi sbagliate uscite da quel laboratorio». Qualche mese fa, il centro di Anatomia patologica di Eboli fu coinvolto in un’altra polemica. Alcuni tra gli operatori avevano scritto, lo scorso gennaio, una lettera ai dirigenti, in cui denunciavano che «gli ambienti di lavoro sono assolutamente inadeguati sia dal punto di vista igienico che dal punto di vista chimico». In particolare era stato segnalato il ritrovamento di topi e l’assenza di cappe e di macchinari per il ricambio di aria nonostante l’utilizzo quotidiano di reagenti tossici e nocivi.





17 agosto 2010 – Il Mattino

Stipendio d’oro a Varrioli ora scatta l’inchiesta Asl

Salerno - Anche l’Asl indagherà sullo stipendio d’oro a Verrioli. Un’indagine interna è stata disposta dal manager De Simone, dopo che il sindacato ha diffuso informazioni sugli emolumenti del direttore del laboratorio di anatomia patologica dell’ospedale di Eboli. Il dirigente avrebbe percepito dall’azienda sanitaria oltre 600 mila euro lordi nel 2009. Si tratta di emolumenti derivanti dalle consulenze che la struttura di Verrioli, l’unica dell’Asl, avrebbe svolto per conto degli ospedali della provincia. In sostanza tutti gli ospedali che non dispongono di un laboratorio si rivolgono alla struttura di Verrioli dove si effettuano appunto gli esami su campioni biologici. In particolare sono i presidi ospedalieri a sud di Salerno a far riferimento al centro di anatomia patologica di Eboli. Centinaia e centinaia di vetrini che sarebbero affluiti negli anni nei laboratori e pagati direttamente dall’Asl al proprio dipendente. L’Asl fa sapere che la commissione d’inchiesta relazionerà in tempio molto stretti sulla vicenda dello «stipendio d’oro» nell’ospedale di Eboli (e di altri casi eventualmente esistenti) di cui gli organi di informazione in questi giorni hanno dedicato grande attenzione. Lo stesso sanitario ha dichiarato che gli esami si svolgevano per ben cinque ospedali della provincia e le cifre che sono state rese note dal sindacato riguarderebbero non i guadagni di ogni anno ma solo di quell’annualità precisa, quando gli sono stati pagate prestazioni arretrate. Sulla vicenda c’era stata la denuncia del sindacalista della Rdb Vito Storniello che aveva diffuso le informazioni sugli emolumenti di Verrioli. Allo stipendio base di circa 100 mila euro , Verrioli avrebbe aggiunto nel 2009 gli emolumenti relativi alle consulenze fornite negli anni precedenti e liquidategli nel corso del 2009. Ma quella dell’Asl non è l’unica inchiesta che si approssima. Sul caso Verrioli il senatore del Pdl Vincenzo Fasano ha chiesto che sulla vicenda di Michele Verrioli ci sia un’inchiesta anche del ministero. «Pur non mettendo in discussione la professionalità di Verrioli - dice Fasano - non si può non constatare la sproporzione dei compensi da lui percepiti, e che nessuno vi abbia posto rimedio. Mi attiverò presso il Ministero della Salute per proporre l'invio di un'ispezione presso l'Asl di Salerno».

Ospedali i primi tagli nella piana del sele
Eboli, Battipaglia, Roccadaspide perderanno 200 posti. Potenziamenti al «Ruggi»
di Gianni Colucci

Salerno - Meno posti letto per pazienti con malattie acute negli ospedali della Piana del Sele. E non tra cinque anni, quando ci sarà un ospedale unico. Ma da subito. È la missione possibile di Francesco De Simone, il manager dell’Asl unica che dovrà applicare il nuovo piano ospedaliero. Infatti scatta immediatamente la diminuzione dei posti letto per acuti nei cinque ospedali che tra cinque anni diverranno uno solo. Si perdono tra Eboli, Battipaglia, Oliveto e Roccadaspide complessivamente 241 posti letto e si passa da 569 posti per acuti ai 328 previsti dal piano Zuccatelli. Che il manager intende attuare pedissequamente. In questi quattro ospedali si perdono anche posti in terapia intensiva, passando da 20 a 8 posti. Letti che invece si recuperano a Salerno all’ospedale «Ruggi», dove si passa da 21 a 39 posti in terapia intensiva. Si tratta di una scelta strategica che concentra in un grande hub ospedaliero le attività più costose. Ma l’attivazione dei nuovi posti letto dovrà evidentemente precedere la chiusura dei corrispondenti posti negli ospedali della valle del Sele. In sostanza la partita del risparmio si gioca sui numeri complessivi (infatti in provincia si passa da 2936 posti letto a 2712, cioè con una riduzione di 224 posti). Nel frattempo nella Piana sarà un dirigente medico (e non un manager ad hoc) a gestire la fase di dismissione parziale di Oliveto, Roccadaspide, Eboli e Battipaglia. Un compito complesso dato che dovrà ridurre i posti letto e accorpare le unità operative fondamentali come otorino e urologia, medicina, ostetricia. Le novità. Un lavoro simile, ma forse meno complesso dato che è più radicale, riguarderà l’accorpamento all’azienda ospedaliera di San Leonardo dei plessi di Santa Maria dell'Olmo a Cava (zero posti letto), del da Procida a Salerno (60 posti riabilitazione-pneumologia), oltre che del Fucito di Mercato San Severino (con 153 posti letto e senza pronto soccorso). Infine per l'ospedale della Costiera a Castiglione di Ravello, si tenta di conservare i dieci posti letto, legati all'ospedale di Cava. Ma sarebbe necessaria una nuova delibera. I tagli riguardano anche Sapri (120 posti letto), Polla che diventa un presidio di II livello con 228 posti, Sarno che da presidio di II livello conserverà 160 posti, Scafati che diventa ospedale di riabilitazione (con medicina, riabilitazione e lungodegenza). A Vallo della Lucania il III livello prevede 300 posti letto, anche Oliveto sarà una riabilitazione (tra cinque anni). Nocera Inferiore diventa III livello con 370 posti letto. Per l’ospedale del Sele che nascerà tra cinque anni si propone anche la questione riferita ai pronto soccorso. A quali dei plessi saranno assegnati? A tutti e quattro, solo a due o - dato che c’è una specializzazione di base - si riorganizzerà il sistema in base alle «vocazioni»? Ad esempio Battipaglia potrà operare sul settore materno-infantile, quindi con il potenziamento della terapia intensiva neonatale. Ad Eboli la medicina potrebbe evolvere in un polo cardiologico importante basato sul potenziamento dell’emodinamica. A Oliveto la chirurgia potrebbe essere potenziata e a Roccadaspide si conserverebbero le diverse specialità. La vertenza. «Ma è indispensabile avviare un confronto con il sindacato. Le novità in materia di accorpamento - fa osservare Antonio Mignone, segretario regionale del sindacato medici italiani - richiedono un confronto per individuare innanzitutto gli ambiti dell’emergenza, ma anche per evitare che il personale medico finisca sotto organico o non possa effettuare al meglio il servizio; sia per assicurare i livelli minimi di assistenza ai pazienti. Le ambulanze dovranno sostituire la fitta rete attualmente esistente del sistema emergenza, ma bisognerà discutere ed effettuare verifiche su questo. Circa l’accorpamento, le performance dei migliori reparti dovranno essere tenute in conto quando si chiuderanno plessi e si rinnoveranno gli incarichi ai dirigenti». Il caso Verrioli. Il senatore del Pdl Vincenzo Fasano interviene sulla vicenda di Michele Verriol.


17 agosto 2010 - il Nuovo Salernitano



Il commissario De Sitnone ha nominato una commissione per fare luce sul caso dei medico Michele Verrioli

Stipendi d' oro, l 'Asl apre un 'inchiesta interna

EBOLI - L'Asl unica di Salerno, guidata dal neo commissario straordinario Francesco De Simone, ha aperto un'inchiesta interna sul presunto "stipendio d'oro" di Michele Verrioli, medico dell'ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli accusato di aver guadagnato ben 651mila euro nel corso del 2009, pari a 1700 euro lordi al giorno. La stima è stata rilevata da una inchiesta condotta dal quotidiano "Terra" e pubblicata lo scorso 13 agosto. La somma sarebbe attribuibile al dottor Michele Verrioli, anatomo patologo presso la struttura ospedaliera ebolitana. Ieri il commissario straordinario De Simone ha disposto la nomina di una commissione d'inchiesta che dovrà - come si legge in una nota ufficiale diramata dall'azienda sanitaria unica salernitana - «relazionare in tempi molto stretti sulla vicenda dello stipendio d'oro nell'ospedale di Eboli e di altri casi eventualmente esistenti».
A denunciare per prima (dopo ovviamente l'inchiesta di "Terra") il presunto stipendio d'oro del dottor Verrioli è stata la Rdb, per bocca del coordinatore regionale Vito Storniello, che in una nota ha denunciato «le diffuse responsabilità dei dirigenti aziendali coinvolti nella vicenda». Per il sindacalista «le ispezioni dei dirigenti del dipartimento di Prevenzione hanno accertato l'inadeguatezza dei locali e l'assenza dei dispositivi di protezione individuali e collettivi, come ad esempio le cappe aspiranti». Inoltre per Storniello «il dottor Michele Verrioli ha avuto modo di farsi pagare, a nostro avviso "lautamente", questo carico di lavoro incurante della grave esposizione al rischio chimico e batteriologico al quale quotidianamente erano e continuano ad essere sottoposti i lavoratori del servizio di anatomia e istologia patologica» e non può essere giustificabile in base alle dichiarazioni rese perché «lavorare per tre anni di seguito senza ferie sostituendo 10 unità lavorative per conto di cinque ospedali non lo esonera dalle responsabilità denunciate. Ribadiamo il concetto: avrebbe lavorato 72 ore al giorno in un contesto lavorativo delicatissimo e con una scarsissima qualità».
Sulla vicenda è intervenuto anche Pietro Antonacchio, segretario della Cisl Fp. Per il sindacalista cislino il problema è nella stessa natuta “distorta" dei contratti dei medici che «sono molto particolari, la posizione in cui si trovano è anche privilegiata sotto un certo punto di vista. E' l'unica categoria che può addirittura lavorare contro ed a scapito del proprio datore di lavoro».
Dal suo canto il medico si era difeso nei giorni scorsi, affermando di aver svolto «le analisi per 5 ospedali contemporaneamente. In pratica, da solo ho sostituito 10 unità lavorative. Non vado in ferie da tre anni. A queste condizioni mi sembra che la cifra, in cui sono compresi anche gli arretrati degli anni passati, sia più che giustificabile». Adesso spetterà verificare agli ispettori dell'Azienda sanitaria locale salernitana se il presunto "stipendio d'oro" del dottor Verrioli è frutto di meritato lavoro oppure costituisce l'ennesimo esempio di malasanità in una regione abituata a casi del genere.



 

 

 

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