ASL2: Gli stipendi a rischio ogni mese

Salerno -

 

 

Gli stipendi a rischio ogni mese

Questo è purtroppo l’esito dell’incontro che si è tenuto in mattinata tra la Direzione Generale dell’ASL SA 2 e una delegazione di lavoratori accompagnati dai rappresentanti regionali e provinciali della RdB CUB.L’incontro è stato richiesto a seguito del sit-in di protesta organizzato RdB/CUB per il mancato pagamento degli stipendi.Solo in tarda mattinata è stato possibile per qualche dipendente riscuotere le spettanze ma, ha dichiarato la Direzione Generale, entro il 29 c.m. saranno garantiti gli stipendi a tutti lavoratori dell’Azienda.Quindi la nostra forte azione, che ha chiesto anche l’intervento del Prefetto, è servita a garantire le spettanze dovute ai dipendenti.Ma durante l’incontro la RdB CUB ha chiesto spiegazioni sull’anomalia di questa Azienda che ormai non riesce più a far fronte alla situazione.Purtroppo le scarne motivazioni non sono servite a rassicurare complessivamente i lavoratori in quanto l’aggressione alle rimesse regionali da parte dei creditori saranno all’ordine del giorno di ogni mese.La gravità della situazione inoltre deriva dal fallimento del cosiddetto “piano di rientro”. In pratica la SORESA ha fallito l’obiettivo perché non ha rispettato gli accordi presi con i creditori e costoro agiscono giudizialmente per il soddisfo dei loro crediti.A questo punto occorre alzare il livello della protesta che non si deve fermare neanche a Napoli, l’Assessore Montemarano a questo punto è il Responsabile del fallimento della SORESA, e deve riguardare il nuovo governo.Questa Organizzazione Sindacale chiederà al ministro Sacconi di intervenire immediatamente per consentire il ripristino della legalità e della normalità presso l’ASL SA 2 e in tutta la Regione Campania.Nell’occasione saranno spiegate anche le motivazioni che hanno portato questa Organizzazione Sindacale allo sciopero regionale di tutta la sanità il 12 giugno p.v.Intanto chiediamo con forza le dimissioni del Direttore Generale dell’ASL SA 2 – dr. Federico Pagano, che in questa vicenda, dal punto di vista politico-gestionale, è il responsabile principale.  

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